Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Chi proteggerà i beni culturali ebraici in Iraq ? Perchè non l'Italia ? di Piera Prister
Testata: Informazione Corretta Data: 16 febbraio 2010 Pagina: 1 Autore: Piera Prister Titolo: «Chi proteggerà i beni culturali ebraici in Iraq ? Perchè non l'Italia ?»
Chi proteggerà i beni culturali ebraici in Iraq ? Perchè non l'Italia ?
Iraq
In un tempo assai lontano e solo misurabile in millenni, esattamente duemila e cinquecento anni fa, nell’antica Babilonia oggi Iraq, la’ che dove nella terra fra il Tigri e l’Eufrate vennero esiliati gli Ebrei, visse il profeta Ezechiele. Erano quelli tempi assai ferali per il popolo ebraico che dopo la distruzione di Gerusalemme era stato trascinato la’ in catene sotto il giogo dei Babilonesi.Era questi un uomo probo, saggio e pio che aveva affermato che “Il cammino dell’uomo timorato e’ minacciato da ogni parte dalle iniquita’ degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi” (Libro di Ezechiele 25-17) e, scosso fin nella piu’ remota piega dell’anima dalle sofferenze con cui veniva messo a dura prova il suo popolo ridotto schiavo, aveva profetizzato che in futuro D-o ( di cui mai bisogna pronunciare il nome invano) sarebbe venuto in loro aiuto. E che, pietoso del loro patir e grato per il perdurar del loro amore verso Sion, avrebbe scoperchiato le loro tombe e attraverso un soffio vitale avrebbe ridato vita alle loro ossa scalcificate e polverizzate, e cosi’ rianimati sarebbero potuti ritornare in terra di Israele, la meta da loro tanto agognata e mai obliata. Il Primo Ministro israeliano, Netanyahu s’e’ ricordato di questa profezia nel suo recente discorso ad Auschwitz: “Queste ossa costituiscono le fondamenta della Casa di Israele..ed io apriro’ le vostre tombe, le sollevero’ e vi portero’ fuori da esse alla terra di Sion”.
Una profezia che s’e’ avverata -e che sembrava follia sperar- proprio con la rifondazione dello stato di Israele nell’anno 5708 il giorno 5 del mese di lyar –ossia il 14 maggio 1948- che ha segnato il ritorno epocale degli Ebrei nella terra dei padri, con la quale gli stessi sono stati premiati per la loro ferma rimembranza di Sion, mai venuta meno che oltre all’iniquita’ umana aveva sfidato, con l’eterno, le categorie della caducita’ e della limitatezza del tempo.
E’ questa l’epopea di un popolo che ha sempre esercitato nella fantasia umana una grande attrazione e ha ispirato gli artisti -abbiamo sotto gli occhi il profeta Ezechiele uscito fuori dai pennelli di Michelangelo nella Cappella Sistina e di Raffaello- e poeti, scultori e musicisti. In tutte le epoche, dalle piu’ remote alle piu’ recenti, le vicende del popolo ebraico hanno toccato il loro estro creativo che e’ come un genio che urge dentro e crea i grandi capolavori dello spirito umano.
La tomba di Ezechiele che si trova nel villaggio di Kif a sud di Bagdad ora rischia la distruzione perche’ la Sovrintendenza alle Antichita’ ha deciso di costruirvi sopra una moschea. La notizia l’hanno riportata i giornali israeliani, Haaretz e Jerusalem Post su testimonianza di soldati americani che hanno visto le iscrizioni in ebraico cancellate dalla tomba del profeta.