martedi` 20 gennaio 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



Clicca qui






Rassegna Stampa
13.02.2010 Le spie dell'Iran al lavoro in Italia,ma l'elenco è più lungo
L'articolo di Fausto Biloslavo

Testata:
Autore: Fausto Biloslavo
Titolo: «Così gli ayatollah spiano gli oppositori in Italia»
Sul GIORNALE di oggi, 13/02/2010, a pag.16, Fausto Biloslavo racconta come i servizi segreti iraniani controllano gli oppositori in Italia. Suggeriamo ai nostri servizi segreti di controllare invece i collaboratori di Ahamdinejad in Italia, in genere poco sospettabili, come devono essere gli spioni, da cercarsi fra coloro che si sono specializzati a rendere "presentabile" il regime iraniano.
Ecco l'articolo:

Da Khomeini a Khamenei, la differenza è una vocale
 
L'Onda verde che scuote il regime degli ayatollah si sta organizzando anche in Italia, soprattutto fra gli studenti iraniani. «Le dichiarazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sull’appoggio all'opposizione riformista stanno dando un ulteriore slancio» spiega Ahmad Rafat, giornalista di lungo corso, iraniano di origine, ma da sempre in Italia.
Oltre agli studenti e agli esuli iraniani, nel nostro Paese sono presenti i Mujaheddin del Popolo, che nel 2001 hanno cominciato a prendere le distanze dalla violenza. Nel gennaio dello scorso anno sono stati rimossi dalla lista nera europea delle organizzazioni terroristiche.
Teheran corre ai ripari e manda in Italia i fedelissimi del contestato presidente Mahmud Ahmadinejad. Come Aminzadeh, console a Milano da neppure un mese. Proprio sotto il consolato si è svolta giovedì, anniversario della rivoluzione khomeinista, una manifestazione di protesta degli iraniani in Italia, in solidarietà con gli oppositori a Teheran. «C'erano iraniani di diverse tendenze politiche. Stiamo lavorando ad unire tutti. Penso che anche dall'Italia possiamo aiutare a far crescere il movimento verde in Iran», dichiara al Giornale Semir Garshassbi. Alla rivoluzione del '79 ha partecipato, ma vive da tempo a Torino e fa il sindacalista. Semir è convinto che anche la diaspora «dovrebbe unirsi attorno alla volontà di cambiamento del popolo iraniano».
Gli studenti iraniani in Italia sono fra gli 8 ed i 10mila secondo Rafat. L'embrione dell'Onda verde ha già costituito delle associazioni a Firenze, Milano, Bologna e Torino. A Pescara e Genova ci stanno pensando. Oltre alla manifestazioni organizzano concerti e iniziative culturali in appoggio al movimento di protesta in Iran.
A Teheran il consolato italiano concede sempre più visti agli studenti iraniani. Solo a Roma sono circa 700. Il 16 gennaio il Centro islamico Imam Mahdi della capitale è stato colpito da lanci di vernice verde, simbolo della protesta. Davanti alla porta sono stati lasciati volantini di rivendicazione, firmati da un sedicente «movimento verde», contenenti frasi ingiuriose contro il Grande Ayatollah Ali Khamenei, la guida suprema dell'Iran.
Domani a Roma, in piazza Farnese, si svolgerà una nuova manifestazione organizzata dal gruppo nato su Facebook, con quasi mille membri, «Al fianco degli iraniani, oltre la ragion di Stato». Parteciperanno Zara Tofigh della Comunità iraniana, Rafat e Mahamood Amiry Moghaddam di «Iran human rights». Prenderà la parola pure Ricardo Noury di Amnesty International. Oltre agli studenti esistono gruppi come l'Unione per la democrazia in Iran di Mohsen Hamzehian a Ferrara. Nel Veneto sono più attivi gli ex simpatizzanti del Tudeh, il defunto Partito comunista iraniano.
A Roma è presente con varie sigle il Consiglio della resistenza iraniana in esilio, in pratica i Mujaheddin del Popolo. In Italia li guida Davood Karimi. Sua figlia Azar, di 23 anni, ha fatto un appassionato intervento durante l'ultimo congresso dell'Udc.
Gli oppositori iraniani in Italia vengono fotografati e schedati dagli agenti della Savama, il ministero dell'intelligence iraniano. A qualche studente hanno ritirato temporaneamente il passaporto come forma di pressione. Fra gli iraniani che arrivano in Italia per studio c'è anche qualche infiltrato. Il grosso delle rete della Savama in Italia ruota sul triangolo Napoli, Roma e soprattutto Milano. La copertura è fornita da società o negozi.
Anche nelle rappresentanze diplomatiche c'è del personale vicino ai riformisti. Per questo Ahmadinejad ha ordinato una purga diplomatica e a Milano è arrivato un suo fedelissimo.
 
Per inviare al Giornale la propria opinione, cliccare sulla e-mail sottostante.

segreteria@ilgiornale.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT