Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Lotta a terrorismo e crimine organizzato Collaborazione di Italia e Israele
Testata: Corriere della Sera Data: 20 gennaio 2010 Pagina: 16 Autore: Francesco Battistini Titolo: «Manganelli in Israele: lavoriamo insieme»
Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 20/01/2010, a pag. 16, l'articolo di Francesco Battistini dal titolo " Manganelli in Israele: lavoriamo insieme ".
Il prefetto Antonio Manganelli
TEL AVIV — Gli mostrano una telecamera mobile che individua le fonti di calore. Poi il body scanner, quello degli aeroporti e delle polemiche, usato ai valichi di Gaza già da tre anni: «Lo sperimenteremo». Alla fine, l'ultimo gioiellino: un apparecchio capace di radiografare le pareti e di vedere chi si nasconda dietro: «Ecco — dice il prefetto Antonio Manganelli —, questo ci farebbe molto comodo per la ricerca dei latitanti di camorra, che si vanno a cacciare nelle intercapedini dei muri...». È uno scambio d'esperienze, quello che il capo della Polizia italiana è venuto a fare in Israele: due giorni di colloqui coi vertici investigativi di Gerusalemme e di Tel Aviv, per mettere insieme le forze nella lotta al terrorismo e al crimine organizzato.
«C’è già un accordo di collaborazione fra i due Paesi, firmato nel 2007— spiega Manganelli —: si tratta di dare un contenuto a quelle parole. Lo faremo con altri incontri in febbraio. Qui non abbiamo questioni aperte da risolvere, com'è con l'Egitto per gl'immigrati o con la Spagna per i latitanti. Dobbiamo solo trovare il modo per lavorare insieme su obbiettivi specifici». Uno su tutti, come venne a ricordare qualche mese fa Roberto Saviano, quando parlò col presidente Shimon Peres del problema delle mafie russe e della loro espansione nel Mediterraneo: «Gl'israeliani sono molto interessati a certe nostre competenze — dice il prefetto —. Per esempio, il sistema di protezione dei pentiti, che ha quasi vent'anni ed è fra i più avanzati del mondo». Fra dieci giorni, ci sarà la visita in Israele di Berlusconi, la prima all'estero dopo la statuetta del Duomo. Lo Shin Bet sta mettendo a punto le misure di sicurezza riservate ai politici stranieri più a rischio. Ma di questo, assicura Manganelli, non c'è stato bisogno di parlare.
Per inviare la propria opinione al Corriere della Sera, cliccare sull'e-mail sottostante