Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Insulti antisemiti a una commerciante ebrea di Roma Il sindaco Alemanno prenda provvedimenti
Testata: Corriere della Sera Data: 15 dicembre 2009 Pagina: 25 Autore: Ilaria Sacchettoni Titolo: «Ebrei, vi cacceremo da Roma. Insulti a Campo de' Fiori»
Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 15/12/2009, a pag. 25, l'articolo di Ilaria Sacchettoni dal titolo " Ebrei, vi cacceremo da Roma. Insulti a Campo de' Fiori ".
Una scritta antisemita a Roma
ROMA — L’ha presa di mira con una sigaretta e le ha lanciato uno sputo. Poi: «A zozza!». E ancora: «Rabbina di m...». Laura Piperno, ambulante, ha asciugato l’insulto come fa da mesi. Fazzoletto di carta e gocce di Lexotan. «Vi cacciamo tutti a voi ebrei. Ci prendiamo tutte le licenze dei sopravvissuti» avrebbe detto il venditore (irregolare) e i suoi amici, alla commerciante storica e alla sua famiglia. Fin qui la guerra fra l’ambulante dai metodi spicci gli operatori storici di Campo de’ Fiori, era rimasta entro confini municipali, nutrita di delibere controverse e propizie all’irregolare, Augusto Proietti. Ma ora l’ultimo capitolo si scriverà negli uffici comunali. Se non in procura, visto che sulla vicenda è in corso un’indagine al commissariato di Trevi Campo Marzio. Da mesi Laura Piperno, che vende articoli simili a quelli del suo avversario, sopporta e denuncia (otto esposti) minacce, insulti e pressioni. Una mattina lui le avrebbe detto, quasi confidenziale: «La vedi tua madre? È scampata all’Olocausto apposta, perché ci pensassi io a lei » . Un’altra volta, le avrebbe spedito per posta gli scatti dei familiari, inclusa la nipotina di 3 mesi nella carrozzina. Tanto per farle assaporare la paura. Solo che lei già la conosceva: «Nell’82 — racconta — scampai all’attentato alla Sinagoga (morì un bambino di 2 anni e 37 persone furono ferite,ndr) ma qui è diverso. Io mi sento offesa e umiliata e non mi vergogno di dire che piango per la rabbia che mi brucia dentro. Mia madre deve girare scortata da amici. Mio marito è stato seguito al lavoro». Una goccia dopo l’altra, il vaso dell’antisemitismo è colmo. Ieri mattina, al vecchio mercato — a pochi passi dal Ghetto ma solo in linea d’aria — è arrivato anche il capo della comunità ebraica, Riccardo Pacifici, a testimoniare solidarietà alla commerciante: «Siamo tutti coinvolti. Le minacce erano dirette alle persone e alla loro religione » ha dichiarato. «Contro l’intolleranza esiste la legge Mancino» ha ricordato Pacifici. «Probabilmente non hanno alcun diritto giuridico a restare sulla piazza, ma certo non hanno la dignità culturale e sociale di stare nel centro di Roma» è intervenuto Gianni Alemanno. «È senza precedenti — dicono dall’associazione degli abitanti del centro storico — che un mercato storico, vincolato, veda saltare ogni forma di legalità. L’amministrazione ha lasciato il campo a personaggi ambigui che la fanno da padroni, prevaricando con ignoranza e arroganza » .
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