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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
29.11.2009 88 anni, nazista ancora fiero di esserlo, per tutta la vita libero e tranquillo
Almeno adesso paghi. La cronaca di Francesco Battistini

Testata: Corriere della Sera
Data: 29 novembre 2009
Pagina: 17
Autore: Francesco Battistini
Titolo: «Un ex SS ai giudici: Fiero del nazismo»

Dal CORRIERE della SERA di oggi, 29/11/2009, la pag. 17, a cronaca di Francesco Battistini sul processo a Heinrich Boere, un criminale nazista oggi novantenne che ha vissuto sino ad oggi impuntito, come migliaia di altri responsabili di atti mostruosi commessi durante la Shoà. Viene definito
" ex " nazista. Una ex di troppo.


Heinrich Boere, nazista non ex

GERUSALEMME — Nazi, ne ha studiati d'ogni tipo. Piagnu­colosi. Negazionisti. Vili. Rim­bambiti. Il boia di Treblinka, John Demjanjuk, che non con­fessa neppure il suo nome. Il dottore di Mauthausen, Aribert Heim, forse morto forse no, im­prendibile dal 1962. Il macella­io della Serbia, Sandor Kepiro, che massacrò mille civili e vive tranquillo in Ungheria, negan­do tutto. La belva della Croazia, Milivoj Asner, che fa il pensio­nato in Austria e s'oppone all'in­terrogatorio per motivi di salu­te... Ma un Ss così, dice il caccia­tore di nazisti Efraim Zuroff, nel suo ufficio del Centro Wie­senthal di Gerusalemme, non si vedeva da un pezzo: uno co­me Heinrich Boere, 88 anni, che è finito sotto processo in Germania e giovedì, in aula, s'è alzato per dichiararsi «orgoglio­so d'avere servito il Terzo Rei­ch ».

Questo Boere rischia l'erga­stolo, per avere ammesso l'ucci­sione nel 1944 d'un farmacista, d'un venditore di biciclette e d'un altro poveraccio in Olan­da. Rischia, ma se ne frega. Nel ’49 era stato condannato a mor­te, ma riuscì incredibilmente a darsi alla macchia. Due anni fa ha rilasciato spavaldo un'inter­vista a un giornalista che l'ave­va scovato sotto falso nome, esprimendo «dispiacere, ma era un'altra epoca, c'erano altre regole». Ora che è finito alla sbarra, fa i proclami: «Quando i tedeschi invasero l'Olanda, mia mamma disse a mio papà che era di Maastricht: vedrai, le co­se andranno meglio. Aveva ra­gione. Fu meraviglioso. Io ave­vo 18 anni, m'arruolai nelle Ss, quindici prescelti su cento, e ne ero molto fiero. Ne sono fiero ancora oggi».

Simili parole non potevano finire lì. Boere ha eccitato le frange naziskin tedesche, che si sono presentate in aula a soste­nerlo. E provoca la reazione dei parenti delle vittime che chiedo­no ai giudici d'essere particolar­mente duri, nonostante l'età dell'imputato. «Non ci trovia­mo di fronte a un caso di de­menza senile — dicono dal Cen­tro Wiesenthal —. Qui non si può dimenticare, né perdona­re. E anche un novantenne, quando dimostra di non avere capito, deve pagare tutto».

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lettere@corriere.it

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