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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
19.11.2009 La Russa rassicura Israele: non ridurremo le truppe in Libano
Cronaca di Giuliano Gallo

Testata: Corriere della Sera
Data: 19 novembre 2009
Pagina: 17
Autore: Giuliano Gallo
Titolo: «La Russa rassicura Israele: non ridurremo le truppe in Libano»

Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 19/11/2009, a pag. 17, l'articolo di Giuliano Gallo dal titolo " La Russa rassicura Israele: non ridurremo le truppe in Libano  ".

 

GERUSALEMME — Aerei senza pilota, robot di ultima ge­nerazione, «jammer», cioè di­sturbatori elettronici in grado di bloccare l’innesco di una bomba. In una base vicina al confine con la Striscia di Gaza, al riparo da telecamere e giorna­­listi, il ministro della Difesa è venuto a vedere gli ultimi gio­ielli della tecnologia militare israeliana che presto — compa­tibilmente con i magri bilanci della Difesa — l’Italia potrebbe comperare. «Siamo interessati a tutto quello che può essere di aiuto alla sicurezza dei nostri militari, in Afghanistan e ovun­que nel mondo», spiega il mini­stro. L’industria italiana colla­bora da tempo con quella israe­liana, specie nel campo dell’elet­tronica più sofisticata: un accor­do del 16 giugno del 2003 rego­la la cooperazione fra i due Pae­si siglato dall’ex ministro della Difesa Mofaz e da Berlusconi.

La Russa ha incontrato a Tel Aviv il suo collega Ehud Barak e a Gerusalemme il premier Benjamin Netanyahu. Con il pri­mo per parlare, oltre che di ar­mamenti, anche della missione italiana in Libano: poche setti­mane fa il governo israeliano ha fatto sapere informalmente che avrebbe gradito un prolun­gamento di altri sei mesi del co­mando italiano, affidato al ge­nerale Claudio Graziano. In pas­sato c’erano state polemiche da parte israeliana per la gestione del generale italiano, ma nell’ot­tobre scorso il cambio di rotta di 180 gradi: troppa instabilità al confine, ma soprattutto poca fiducia negli spagnoli (che do­vrebbero subentrare nel coman­do della missione Unifil). E dun­que fate restare Graziano.

«Ho detto a Barak che è no­stra intenzione far subentrare la Spagna — spiega ora La Russa —. Deciderà l’Onu il momento più opportuno, per noi anche im­mediatamente alla scadenza del mandato». Cambio dunque, ma senza riduzione di truppe come si era ventilato nei mesi scorsi da parte italiana. «Non ci sarà mai unilateralmente una diminu­zione di truppe», assicura il mini­stro. Dopo una visita al museo dell’Olocausto, Yad Vashem, l’in­contro con Netanyahu. No del ministro italiano (e ovviamente del premier) a una dichiarazione unilaterale di indipendenza pale­stinese, sì di Netanyahu «alla ri­presa del processo di pace», ga­rantisce La Russa al termine del colloquio. Proprio mentre le agenzie internazionali danno conto della «costernazione» de­gli Stati Uniti per la decisione di Israele di autorizzare nuovi inse­diamenti nei territori.

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