Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Pugile israeliano campione del mondo nei super welter Cronaca della Stampa
Testata: La Stampa Data: 17 novembre 2009 Pagina: 1 Autore: La redazione della Stampa Titolo: «Salmi e pugni, Israele esalta il pugile rabbino»
Riportiamo dal sito della STAMPA l'articolo dal titolo " Salmi e pugni, Israele esalta il pugile rabbino ".
Yuri Foreman
Dopo essersi aggiudicato il titolo di campione del mondo nella categoria dei super welter (ieri a Las Vegas, contro il portoricano Daniel Santos) il pugile-rabbino israeliano Yuri Foreman conquista oggi - a colpi di patriottismo e di convinte attestazioni di fedeltà alla religione dei padri - le prime pagine dei principali giornali d’Israele.
Il personaggio, del resto, è di quelli singolari: israeliano quasi per caso - è nato in Bielorussia 29 anni fa e da oltre dieci vive negli Stati Uniti -, Foreman non è solo il primo tra i suoi connazionali a mettere le mani su un alloro pugilistico di questo livello: è anche un aspirante rabbino ortodosso, studente in una yeshiva (scuola religiosa) a Brooklyn, che durante tutta la durata dell’incontro ha pregato e recitato i Salmi col cuore, come racconta il giornale Haaretz, di Tel Aviv, citando il suo entourage.
Nell’articolo, Foreman viene descritto come una rara combinazione di forza e intelligenza: al mattino studia la Torah e nel pomeriggio si allena intensamente. Sullo stesso tono il lungo pezzo dedicato al trionfatore di Las Vegas dal Jerusalem Post, dal titolo eloquente: Fare la storia. Prima di Foreman, nota il quotidiano, solo un altro israeliano, Johar Abu-Lashin, aveva vinto un titolo mondiale, ma in un contesto molto meno prestigioso. Il Post non manca di dare poi risalto ad alcune frasi patriottiche pronunciate a caldo dal neocampione, che in una prima intervista ha dichiarato: «Sono molto fiero di quello che ho fatto, per Israele e per Brooklyn, e di dimostrare che gli ebrei possono combattere».
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