martedi` 20 gennaio 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



Clicca qui






Corriere della Sera Rassegna Stampa
09.11.2009 Erdogan cede alla Ue e revoca l'invito al dittatore sudanese
Ma il premier turco sostiene di sentirsi più a suo agio con il responsabile del genocidio in Darfur che con Netanyahu

Testata: Corriere della Sera
Data: 09 novembre 2009
Pagina: 14
Autore: Monica Ricci Sargentini
Titolo: «Ankara cede alla Ue. Bashir resta a casa»

Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 09/11/2009, a pag. 14, l'articolo di Monica Ricci Sargentini dal titolo "Ankara cede alla Ue. Bashir resta a casa".

 Omar Hassan el-Bashir

Il presidente sudanese Omar Hassan el-Bashir ieri non ha preso l’aereo che doveva portar­lo ad Istanbul. Pressato dal­l’Unione Europea e dall’opinio­ne pubblica il primo ministro turco Erdogan ha capito che sa­rebbe stato un grave errore ac­cogliere un dittatore ricercato dalla Corte penale internaziona­le per crimini di guerra e con­tro l’umanità. E così sabato not­te, nonostante la sua nota rilut­tanza a cambiare idea, ha fatto arrivare un messaggio informa­le a Khartoum che suonava più o meno così: «Se il presidente vuole venire noi lo accogliere­mo ma se non si presenta è me­glio ». E Bashir è restato a casa.
Ieri ad Ankara si respirava
un clima da scampato pericolo: «Abbiamo saputo che non vie­ne », la risposta di prassi negli ambienti governativi. I turchi sono ancora convinti di essere tecnicamente nel giusto perché Bashir era invitato al vertice del­l’Organizzazione della Confe­renza islamica e non ad un in­contro bilaterale, ma da un pun­to di vista morale sono stati tra­volti dalle critiche anche all’in­terno del Paese. «Come? — è stata la domanda ricorrente sui giornali del Paese — Ci indi­gniamo per il comportamento degli israeliani a Gaza e poi quando si tratta di un musulma­no chiudiamo gli occhi?».
Un’accusa intollerabile per Erdogan che, ieri mattina, ha dettato parole di fuoco all’agen­zia di stampa
Anatolia difen­dendo l’indifendibile: «I leader mondiali che ci criticano sono stati in Darfur? Le loro informa­zioni si basano solo sul sentito dire. Io, invece, ci sono andato. Non è possibile che un musul­mano commetta un genocidio. Mi sento più a mio agio a parla­re con il presidente sudanese che con il primo ministro israe­liano Benjamin Netanyahu».

Per inviare la propria opinione al Corriere della Sera, cliccare sull'e-mail sottostante


lettere@corriere.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT