Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Erdogan cede alla Ue e revoca l'invito al dittatore sudanese Ma il premier turco sostiene di sentirsi più a suo agio con il responsabile del genocidio in Darfur che con Netanyahu
Testata: Corriere della Sera Data: 09 novembre 2009 Pagina: 14 Autore: Monica Ricci Sargentini Titolo: «Ankara cede alla Ue. Bashir resta a casa»
Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 09/11/2009, a pag. 14, l'articolo di Monica Ricci Sargentini dal titolo "Ankara cede alla Ue. Bashir resta a casa".
Omar Hassan el-Bashir
Il presidente sudanese Omar Hassan el-Bashir ieri non ha preso l’aereo che doveva portarlo ad Istanbul. Pressato dall’Unione Europea e dall’opinione pubblica il primo ministro turco Erdogan ha capito che sarebbe stato un grave errore accogliere un dittatore ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità. E così sabato notte, nonostante la sua nota riluttanza a cambiare idea, ha fatto arrivare un messaggio informale a Khartoum che suonava più o meno così: «Se il presidente vuole venire noi lo accoglieremo ma se non si presenta è meglio ». E Bashir è restato a casa. Ieri ad Ankara si respirava un clima da scampato pericolo: «Abbiamo saputo che non viene », la risposta di prassi negli ambienti governativi. I turchi sono ancora convinti di essere tecnicamente nel giusto perché Bashir era invitato al vertice dell’Organizzazione della Conferenza islamica e non ad un incontro bilaterale, ma da un punto di vista morale sono stati travolti dalle critiche anche all’interno del Paese. «Come? — è stata la domanda ricorrente sui giornali del Paese — Ci indigniamo per il comportamento degli israeliani a Gaza e poi quando si tratta di un musulmano chiudiamo gli occhi?». Un’accusa intollerabile per Erdogan che, ieri mattina, ha dettato parole di fuoco all’agenzia di stampaAnatolia difendendo l’indifendibile: «I leader mondiali che ci criticano sono stati in Darfur? Le loro informazioni si basano solo sul sentito dire. Io, invece, ci sono andato. Non è possibile che un musulmano commetta un genocidio. Mi sento più a mio agio a parlare con il presidente sudanese che con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu».
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