Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
La strana morte dello scienziato atomico inglese. Scartata l'ipotesi del suicidio Timothy Hampton si occupava del monitoraggio di esperimenti nucleari in Iran
Testata: La Repubblica Data: 02 novembre 2009 Pagina: 18 Autore: Enrico Franceschini Titolo: «La strana morte dello scienziato atomico inglese»
Riportiamo da REPUBBLICA di oggi, 02/11/2009, a pag. 18, l'articolo di Enrico Franceschini dal titolo " La strana morte dello scienziato atomico inglese ".
AIEA, Agenzia per l´Energia Atomica
LONDRA - Uno scienziato che cade da un grattacielo, un suicidio che potrebbe essere un omicidio, i negoziati per la non proliferazione delle armi nucleari, l´Iran, l´America, l´Onu e la città di Vienna, con i suoi caffè, i suoi misteri, le sue ombre. Gli ingredienti del giallo ci sono tutti, ma stavolta si tratta di una storia vera: un fatto di cronaca nera, questo sembrava all´inizio, una tragedia privata e personale, che ora potrebbe trasformarsi in un intrigo internazionale. Al centro c´è Timothy Hampton, uno scienziato nucleare britannico, esperto di non proliferazione delle armi atomiche. La scorsa settimana è morto precipitando dal diciassettesimo piano del grattacielo delle Nazioni Unite, nella capitale austriaca. Hampton lavorava nell´edificio accanto, sede dell´Agenzia per l´Energia Atomica, impegnata nei giorni scorsi a definire una bozza di possibile accordo tra l´Iran e l´Occidente sul controverso programma nucleare iraniano: un programma a fini civili, secondo quanto ha sempre sostenuto Teheran; un piano per fabbricare una bomba atomica, secondo quanto temono le forze occidentali e Israele. Anche Hampton, secondo alcune indiscrezioni, era coinvolto nella trattativa, in particolare occupandosi del monitoraggio di esperimenti nucleari in Iran, sebbene in un secondo tempo un portavoce dell´Onu lo abbia smentito. La prima autopsia ha definito la sua morte come accidentale o volontaria: insomma, si sarebbe gettato dal grattacielo per togliersi la vita. Ma la moglie dello scienziato, Kathrin Yen, anche lei un´esperta di armi nucleari come ispettrice dell´Agenzia per l´Energia Atomica, non ci ha creduto. Ha affidato a un altro medico legale una seconda autopsia, che utilizzando nuove tecniche di indagine avrebbe rilevato traumi nella gola di Hampton non visibili a occhio nudo. È a questo punto che il medico ha avanzato l´ipotesi di un omicidio. A confermare i dubbi sulla versione ufficiale c´è la difficoltà, fino ad ora, di trovare un movente per il suicidio. Hampton non era un depresso, non aveva manie suicide, dicono quelli che lo conoscevano, anche se era un tipo introverso e amava lavorare da solo fino a tarda notte. Una fonte vicina alla famiglia ha detto al quotidiano Daily Mail di Londra che aveva «cambiato vita varie volte», senza specificare di cosa si trattasse. E a infittire il mistero c´è il fatto che un altro scienziato dell´Agenzia Atomica, un americano, è morto lo scorso anno, sempre a Vienna, in circostanze analoghe. Lo hanno ritrovato in fondo alla tromba delle scale. Anche allora il decesso fu catalogato come un suicidio.
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