Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Lo studente coraggioso che ha attaccato Khamenei. Obama prenda spunto Cronaca di Maurizio Caprara
Testata: Corriere della Sera Data: 02 novembre 2009 Pagina: 15 Autore: Maurizio Caprara Titolo: «Studente anti-Khamenei, si muove la diplomazia Ue»
Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 02/11/2009, a pag. 15, l'articolo di Maurizio Caprara dal titolo "Studente anti-Khamenei, si muove la diplomazia Ue".
Mahmoud Vahidnia
ABU DHABI — Le diplomazie dei Paesi dell'Unione europea si occuperanno più intensamente da oggi di Mahmoud Vahidnia, lo studente che mercoledì scorso avrebbe messo in imbarazzo l'arcigna Guida Suprema dell'Iran Ali Khamenei domandandole perché non la si può criticare. Ieri a Teheran le ambasciate erano chiuse per la festa di Ognissanti, non sempre la domenica è così. Tra i rappresentanti degli Stati membri dell'Ue sono previste consultazioni, poi si riferirà alle rispettive capitali e verrà valutato il da farsi, se e come reagire. Almeno fino a ieri il caso di Vahidnia è rimasto immerso in quello strano amalgama conflittuale tra medioevo teocratico, richieste di libertà non identiche a quelle maturate nelle culture occidentali e modernismo mediatico che contraddistingue le convulsioni della politica iraniana degli ultimi mesi. Da quando, cioè, in giugno oppositori e studenti sono usciti allo scoperto contestando la rielezione di Mahmoud Ahmadinejad alla presidenza della Repubblica islamica, sono ricorsi sempre più spesso a Internet per comunicare con il mondo e il regime ha associato alla brutalità dei basiji, i miliziani, maggiore attenzione a nuove forme di propaganda. Ieri, dall'estero, suFacebook Vahidnia era già un’icona delle ribellioni per la democrazia. Ma in Iran lo studente in carne ed ossa, ritenuto da vari siti in galera, era avvolto in un cono d'ombra dal quale sono stati mandati segnali ancora da decifrare. Un blog seguito dagli iraniani all'estero ospitato dalLos Angeles Times , curato da Borzou Daragahi, ha definito infondate le voci su un arresto del ragazzo. Lo avrebbe detto Vahidnia all'agenzia in persianoAlef.ir e sarebbe stato riportato dal giornale riformistaSarmayeh . Da giugno, in Iran per le proteste sono stati avviati processi ad almeno cento degli arrestati. Per le diplomazie straniere a Teheran ieri non era semplice accertare se, come è possibilissimo, le ultime dichiarazioni attribuite al giovane matematico sono state estorte con forza e ricatto, se sono false o se derivano da altro. «Non mi sono coordinato con nessuno», è una delle frasi attribuite a Vahidnia. «Nemmeno la mia famiglia aveva idea di quello che avrei detto», avrebbe aggiunto lo studente. Per concludere: «Nel complesso l'incontro con la Guida suprema è stato costruttivo». Ahmadinejad ha sia fatto sapere di voler trattare ancora, a livello internazionale, sui suoi piani nucleari sia ringhiato che il potere dei nemici dell’Iran equivale a quello di «una zanzara». Nel frattempo una ragazza francese accusata di aver partecipato alle proteste, Clotilde Reiss, rimane agli arresti domiciliari nell'ambasciata del suo Paese. Se i cortei e la repressione non avessero allertato le opinioni pubbliche occidentali, forse per Barack Obama e alleati sarebbe più facile sopportare il continuo rialzo dei negoziatori di Teheran sull’uranio. Ad Abu Dhabi, emirato nel quale è in visita il ministro degli Esteri Franco Frattini, il giornaleKhaleei Times osserva turbato: «L'Iran potrebbe giocare a gatto e topo con le potenze mondiali, sapendo innanzitutto che non c'è consenso per le sanzioni».
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