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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
16.10.2009 La tv turca trasmette una fiction ambientata a Gaza contro Israele
Cronaca di Francesco Battistini

Testata: Corriere della Sera
Data: 16 ottobre 2009
Pagina: 19
Autore: Francesco Battistini
Titolo: «Il film su Gaza fa litigare Israele e Turchia»

Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 16/10/2009, a pag. 19, l'articolo di Francesco Battistini dal titolo " Il film su Gaza fa litigare Israele e Turchia ".


Due scene di " Separazione ", fiction trasmessa dalla tv turca

GERUSALEMME — Scena uno: il soldato trascina il vecchio palestinese e lo riempie di botte. Scena due: il soldato spara in faccia a un ragazzino che ha l’unica colpa di tirargli pietre.
Scena tre: il soldato insegue una ragazzina, lei gli sorride beffarda, lui le tira al petto. E poi: una donna che grida «ma che volete da noi?», un neonato insanguinato, la soldataglia che impedisce i pellegrinaggi alla Mecca...
Ciak, si litiga. Martedì sera nel prime time  turco, quand’è andata in onda su Trt1 la prima puntata della fiction Ayrilick («Separazione», sottotitolo: «Amore e guerra in Palestina»), il telefono dell’ambasciatore israeliano, Gaby Levi, ha cominciato a squillare. Ebrei d’Istanbul, l’Anti Defamation League: tutti a protestare per quel film sulla tv di Stato. Tutti a chiedere un passo ufficiale, che ieri è arrivato: il ministro degli Esteri, Avigdor Lieberman, ha convocato per chiarimenti l’incaricato d’affari turco a Tel Aviv. «Inaccettabile mistificazione — è la protesta —: serie come queste, di solito passano sulle tv di Paesi nemici, non d’uno Stato che ha piene relazioni diplomatiche con noi. Istanbul non è Teheran». No comment da Ankara, anche se il produttore del film considera esagerata la reazione e tenta di rattoppare: la trasmissione è solo al 96˚ posto dell’auditel turca, dice, e comunque «è una storia d’amore: quei soldati sembrano israeliani, ma non lo sono».
Questa crisi diplomatica non è una fiction, però: pochi giorni fa, la Turchia ha espulso Israele dalle manovre militari congiunte, citando i crimini di guerra a Gaza; sempre ieri, il premier Erdogan è tornato ad accusare Tsahal d’avere lanciato «bombe al fosforo su bimbi innocenti». La contesa non è solo di principio perché i due Paesi, solidi partner d’affari, sono in lite per una commessa d’armi non rispettata.
A soffiare sul fuoco ci sono gl’islamici radicali, alleati di Erdogan. Proprio ieri, la polizia turca ha scoperto 32 qaedisti che progettavano azioni contro simboli ebrei.

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