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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Informazione Corretta - Corriere della Sera Rassegna Stampa
16.10.2009 Vittoria legale di Geert Wilders contro il Governo Britannico
Commenti di Piera Prister, Marco Ventura

Testata:Informazione Corretta - Corriere della Sera
Autore: Piera Prister - Marco Ventura
Titolo: «E infine Wilders sbarcò a Londra. E' l'occidente della libertà di idee - Vittoria legale di Geert Wilders contro il Governo Britannico»

Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 16/10/2009, a pag. 14, il commento di Marco Ventura dal titolo " E infine Wilders sbarcò a Londra. E' l'occidente della libertà di idee " preceduto dall'analisi di Piera Prister dal titolo " Vittoria legale di Geert Wilders contro il Governo Britannico ". Ecco i due articoli:

Piera Prister : " Vittoria legale di Geert Wilders contro il Governo Britannico "

Geert Wilders ha vinto la sua battaglia legale, grazie alla pervicacia sua e dei suoi avvocati, contro il provvedimento del governo britannico in base al quale gli era stato sbarrato otto mesi fa, il 12 febbraio, 2009 l´ingresso in Inghilterra, all´aeroporto di Heathrow di Londra. La Corte di Giustizia "London´s Asylum and immigration Tribunal" il 14 ottobre, 2009 ha deliberato l´erroneita´ dell´ordine dato dalla Sig.ra Jacqui Smith -l´allora Ministro degli Interni del governo di Gordon Brown- di interdire l´ingresso in Inghilterra al deputato olandese, leader del Partito delle Liberta´, come persona non grata. In seguito al fatto oltraggioso, in Olanda e nel mondo, un crescente numero di sostenitori anche tra i suoi avversari politici, hanno sostenuto Wilders per la grave offesa inferta alle liberta´ di parola e di espressione, visto che il deputato olandese aveva in programma di mostrare il suo documentario" Fitna" nella camera dei Lord del Parlamento Inglese. E´ chiaro agli occhi di tutti ormai che il primo ministro laburista, Gordon Brown abbia agito in un modo tra il furfantesco e il ridicolo, facendo un gioco sporco, quello di deportare prima le persone per bene come il deputato Geert Wilders e di liberare poi i delinquenti come Ali´Al-Megrahi, il bombarolo libico della strage di Lockerbie, e dietro chissa´ quali compensi! Cosi´ vanno le cose nel Regno Unito, considerato culla del Parlamentarismo Democratico, dalla Magna Charta Libertatum fino ai dispacci di Radio-Londra che durante la Seconda Guerra Mondiale ci informava dell´arrivo degli alleati e della disfatta dei nazisti. Ma Wilders non e´ il solo ad aver subito l´espulsione che e´ toccata anche a personaggi del mondo politico americano che sono stati respinti e deportati perche´ sgraditi solo perche´ di diversa opinione politica. Purtroppo la societa´ inglese sta scivolando indietro nella storia, in un pauroso oscurantismo islamista. Infatti nel Regno Unito di Gran Bretagna sono presenti 85 Corti di Giustizia che praticano gia´ la Shariah Law, ossia la legge che sancisce l´inferiorita´della donna, la mutilazione dei genitali e un retrogrado diritto di famiglia, tanto che molti musulmani anche di nazionalita´ inglese vorrebbero persino l´istituzione di una polizia musulmana per i delitti d´onore che sono sempre piu´ numerosi come qui negli Stati Uniti. E´ chiaro che la minaccia non e´ rappresentata da Geert Wilders ma dagli islamisti fanatici ed intolleranti che vorrebbero farci sprofondare nelle epoche buie del Medioevo con la complicita´delle istituzioni. Sono loro che fanno paura e che piano piano spingono la collettivita´ alla capitolazione e alla perdita´ delle liberta´ su cui e´ basata la democrazia e la nostra convivenza civile compresa la liberta´ di religione. Ma da quel fatidico giorno del 12 febbraio, come per un movimento di compensazione il Partito delle Liberta´ di Wilders e´ in aumento, sempre piu´sostenuto dal suffragio popolare e fa sentire sempre piu´ alta la sua voce anche nel Parlamento Europeo. Il giorno 22 ottobre Geert Wilders sara´ a Filadelfia ospite di "Philadelphia Freedom Center" come si legge su "FrontPage Magazine" di David Horowitz.

CORRIERE della SERA - Marco Ventura : " E infine Wilders sbarcò a Londra. E' l'occidente della libertà di idee "

Geert Wilders sbarca a Londra. Aveva tentato lo scorso febbraio, ma l’Home Office, il ministero dell’Interno britannico, lo aveva respinto. Il 46enne par­lamentare olandese è contro l’Islam. Ne ha attaccato a più riprese idee e fatti. I sedici minuti del suo film «Fitna» sono agghiac­cianti. Seminate il terrore nel cuore dei ne­mici di Allah, recita il Corano mentre gli ae­rei infilano le Torri Gemelle, mentre esplo­dono le bombe di Londra e Madrid. Gli ebrei sono scimmie e maiali, recita una bimba musulmana di tre anni. La violenza del Co­rano accompagna le grida dei leader. Abbiamo governato il mondo in passato, torneremo a farlo in futuro. Conquistere­mo Londra, conquisteremo New York, conquisteremo l’Eu­ropa. E scorrono le immagini dei gay impiccati, delle donne lapidate. Di­fendi la tua libertà, è l’appello di «Fitna»: ferma l’islamizzazione.
Per questo Geert Wilders vive blindato. Difeso ad ogni passo dalle minacce di mor­te. Per questo in febbraio l’Home Office gli ha vietato l’ingresso nel Regno Unito: «Le sue dichiarazioni sui musulmani e sul loro credo quali espressi nel film Fitna e altrove minacciano l’armonia della comunità e dunque la pubblica sicurezza nel Regno
Unito». Otto mesi dopo l’Asylum and Immi­gration Tribunal ha rimosso il veto gover­nativo. Geert Wilders può sbarcare a Lon­dra. Wilders è i Paesi Bassi dei minareti, del milione di musulmani, dell’omicidio del regista Theo Van Gogh. Wilders non è uno scrittore. Non è Salman Rushdie, non è Oriana Fallaci. È un politico che con la lot­ta all’Islam ha conquistato quattro seggi per il suo gruppo alle ultime elezioni euro­pee e un generale sostegno popolare.
I fondamentalisti affilano la spada della «diffamazione del­la religione» per tagliare lin­gue, per accusare lo stesso Wil­ders, tra pochi giorni, al Tribu­nale di Amsterdam. Ma Wil­ders ha diritto di circolare in Europa, di esprimere le pro­prie idee, di farsi votare per es­se. Ha diritto di usare gli stru­menti politici e giuridici dello stato libera­le di diritto. Degli stessi strumenti dispone chi non la pensa come lui. Come lo stesso governo di Londra che si è rammaricato della decisione. È in queste regole il tesoro più prezioso. Nel nostro mondo, la denun­cia di Wilders e la mediazione del governo britannico appartengono al medesimo spa­zio di libertà.

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