Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Un allenatore israeliano, un padrone saudita e un giornalista corretto dal Blog di Enrico Franceschini
Testata: La Repubblica Data: 09 ottobre 2009 Pagina: 1 Autore: Enrico Franceschini Titolo: «Pace fatta tra arabi e israeliani!»
Riportiamo dal blog MY TUBE di Enrico Franceschini sul sito di REPUBBLICA, l'articolo dal titolo " Pace fatta tra arabi e israeliani! ". Enrico Franceschini è stato il corrispondente da Israele prima di Alberto Stabile, una mosca bianca se consideriamo quelli prima e dopo di lui. Attualmente è a Londra.
Avram Grant
Non in Medio Oriente, purtroppo. Ma perlomeno nella Premier League, il campionato di calcio più bello, più ricco e più multietnico del mondo, visto che il 70 per cento dei giocatori e il 50 per cento dei proprietari delle squadre sono stranieri. Ebbene, uno di questi, Alì al-Faraj, un ricchissimo uomo d’affari dell’Arabia Saudita che preferisce far parlare poco di sè, ha acquistato nei giorni scorsi il Portsmouth, fanalino di coda del campionato, dove è attualmente in ultima posizione, con una vittoria e sette sconfitte. E che cosa ha fatto il nuovo proprietario saudita per rafforzare la squadra? La sua prima mossa è stata assumere, come nuovo direttore sportivo, un israeliano: Avram Grant, ex-allenatore di grande successo alla guida dei club del suo paese, poi venuto come direttore sportivo alla corte di Roman Abramovich al Chelsea, di cui è diventato l’allenatore due anni fa dopo il licenziamento del brasiliano Scolari, riuscendo a portarlo al secondo posto in campionato e alla semifinale di Champions League. Poi nella stagione seguente è stato a sua volta sostituito, dall’olandese Guus Hiddink ed è tornato a casa sua, in Israele. Ora è di nuovo in Gran Bretagna. Un coach israeliano che farà il direttore sportivo per la squadra di un arabo in Inghilterra. Non è la pace in Medio Oriente, certo. Ma è pur sempre un piccolo segnale positivo, un sintomo di cambiamento, un gesto di libertà e coraggio, che a un ex-corrispondente da Gerusalemme come il sottoscritto fa piacere.
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