Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Mohammad Tantawi, Grande Imam dell’Azhar contro il niqab Un piccolo passo contro l'estremismo islamico. Cronaca di Cecilia Zecchinelli
Testata: Corriere della Sera Data: 06 ottobre 2009 Pagina: 16 Autore: Cecilia Zecchinelli Titolo: «Il Grande Imam dei sunniti: Il velo integrale non è Islam»
Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 06/10/2009, a pag. 16,l'articolo di Cecilia Zecchinelli dal titolo " Il Grande Imam dei sunniti: Il velo integrale non è Islam ".
Mohammad Tantawi Niqab
Che la laica Francia se la prenda con ilburqa non sorprende più di tanto. Che la somma autorità religiosa di tutti i musulmani sunniti condanni duramente il velo integrale può invece stupire. Eppure sheik Mohammad Tantawi, Grande Imam dell’Azhar, questa volta è stato chiaro. «Ilniqàb , il velo che copre il volto, è una tradizione del tutto estranea all’Islam», ha detto a una stupitissima liceale visitando la sua scuola al Cairo. «Perché lo porti? Non è religione questa, e io di religione credo di capirne più di te e dei tuoi genitori ». E ancora: «Emanerò una direttiva per proibire l’uso di questo velo in tutte le scuole di Al Azhar. Allieve e insegnanti non potranno più portarlo». A difesa della ragazza, racconta il quotidianoAl Masri Al Yawm, sono intervenute le professoresse: «Se l’è messo quando è entrato lei, con le compagne non lo indossa». Ma l’anziano capo di Al Azhar ha ribadito il divieto, comunque e sempre.
Sconosciuto di fatto fino all’inizio degli anni ’80, in Egitto il velo integrale si è diffuso con l’estremismo islamico. E se una volta a portarlo per le vie del Cairo erano solo le «arabe dal Golfo», considerate dalle egiziane meno progredite seppur più ricche, oggi ilniqàb è popolare. Il governo, laico, ha tentato a più riprese di impedirne l’uso, considerandolo segno di resistenza al regime e di sostegno invece ai Fratelli Musulmani, unica opposizione politica rimasta nel Paese. Nel 1999 una lunga battaglia tra il ministero dell’Informazione e alcuni avvocati integralisti si concluse con il suo bando dalle scuole pubbliche. Nel 2007 il ministro degli Affari religiosi ordinò alle moschee di impedire l’ingresso a chi lo indossava. Proibizioni poco rispettate in realtà. Anzi, sempre nel 2007, l’Università Americana del Cairo fu costretta a riammettere una studentessa coperta dalla testa ai piedi.
Sheikh Tantawi per anni ha cercato il compromesso. «Portare o meno ilniqàb è una scelta personale», sosteneva, senza vietarlo nè elogiarlo. E perchè ora abbia cambiato idea non è facile dire. Certo, l’allarme sicurezza è massimo in Egitto e le autorità sostengono che sotto a unniqàb si può nascondere di tutto, un terrorista come delle armi. La lotta del raìs Mubarak contro gli islamici radicali è sempre più dura e Al Azhar tiene molto ai buoni rapporti con il potere. Ma è anche vero che il «Papa sunnita » ha già dato prova in passato di moderazione. Nel 2001, dopo le Torri Gemelle, sheikh Tantawi definì «eretici» gli attentatori-suicidi. Nel 2005, sfidando una tradizione millenaria, proibì le mutilazioni genitali femminili, la «circoncisione » delle bambine che certo islamica non è ma viene difesa da molti imam e conservatori. Fu inondato da critiche e accuse, allora. E adesso, dopo l’incontro con la liceale senza volto del Cairo, sta già succedendo lo stesso.
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