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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
29.08.2009 Holbrooke accusa Karzai : ' Brogli alle elezioni '
Cronaca di Andrea Nicastro

Testata: Corriere della Sera
Data: 29 agosto 2009
Pagina: 16
Autore: Andrea Nicastro
Titolo: «Brogli alle elezioni: l’inviato degli Usa adesso accusa Karzai»

Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 29/08/2009, a pag. 16, l'articolo di Andrea Nicastro dal titolo " Brogli alle elezioni: l’inviato degli Usa adesso accusa Karzai ".

 Richard Holbrooke e Hamid Karzai

KABUL — Sono trascorsi già dieci giorni dalle elezioni afgha­ne e ce ne vorrà ancora il dop­pio per sapere ufficialmente chi sarà il nuovo presidente o chi si dovrà affrontare al ballottag­gio. In tutto quasi un mese per contare poco meno di sei milio­ni di voti, circa il 35% degli aventi diritto. Il ritmo è di 200 mila schede al giorno, una pes­sima prova di efficienza, la peg­giore al mondo, esemplare del cattivo funzionamento della macchina statale afghana co­struita in 8 anni di aiuti stranie­ri. Eppure a Kabul nessuno pa­re preoccuparsene.
Nelle ambasciate, negli «uffi­ci » dei candidati, nei com­pound murati delle Nazioni Uni­te, l'interminabile attesa è ben­venuta. Offre il tempo, è il ra­gionamento più diffuso, per tro­vare un accomodamento, far sbollire gli spiriti, raggiungere compromessi.
Ad urne appena chiuse, i due candidati favoriti, il presidente Hamid Karzai e l'ex ministro de­gli Esteri Abdullah hanno en­trambi dichiarato vittoria. C'è voluto l'intervento dell'inviato speciale Usa Richard Holbroo­ke, la mattina dopo, per far cam­biare i toni. L'incontro con Kar­zai, però, fu tempestoso, confi­dano fonti anonime. E non è la prima volta tra i due.
Holbrooke avrebbe chiesto se Karzai fosse pronto ad accet­tare il ballottaggio. Il presiden­te
si sarebbe infuriato accusan­do gli Usa di predeterminare il risultato. I due potrebbero an­che aver parlato dei vicepresi­denti scelti da Karzai per rastrel­lare voti. Un attacco al sistema di potere prefigurato con que­ste elezioni.
«Il presidente ha promesso talmente tante poltrone a chi gli portava dei voti che sarà co­stretto a creare nuove provin­ce e nuovi ministeri per accon­tentare
tutti», sostiene Abdul Sherzai Khan, giornalista af­ghano. Fosse vero, spieghereb­be anche la lite con Holbrooke: un governo costruito su inte­ressi personali è il contrario di ciò che vorrebbe Washington.
Più quieta la conversazio­ne con lo sfidante Abdullah teso ad accattivarsi il favore americano. «Sappiamo come governa Karzai — spiega Eli­zabeth Rubin sul sito di
Forei­gn Affairs —. Abdullah è un' incognita».
Data per certa un'enorme quantità di brogli, il risultato del voto sembra in mano alla Commissione per i reclami (presieduta da tre occidentali e due afghani) che per legge ha il diritto di cancellare i voti delle aree con frodi accertate. Un giu­dizio opinabile e in pratica non appellabile. Qualunque sia il presidente, frodi e accuse ne
hanno già diminuito l'autore­volezza rispetto al primo Kar­zai. Il ballottaggio potrebbe mi­gliorare il clima oppure ripro­porre le scene di oggi ancora più esacerbate.
Uno dei rimedi per sollevare la popolarità del prossimo presi­dente (chiunque sia) potrebbe essere un summit internaziona­le da tenersi a Kabul. E' più di un'ipotesi in ambienti Onu. For­se potrebbe restituire un po' di fiducia e orgoglio agli afghani.
Ne hanno bisogno perché i talebani sono sempre più ag­gressivi. Ieri due elicotteri Man­gusta sono intervenuti a difesa di poliziotti afghani sotto attac­co a Farah. I talebani hanno col­piti i velivoli, ma sono stati «neutralizzati».
Nessun ferito tra gli italiani e solo lievi danni ai mezzi. Peg­gio è andata a un soldato Usa a Kandahar. I militari stranieri uc­cisi nel 2009 sono ormai già 299, il numero più alto dall'ini­zio della guerra nel 2001.

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