mercoledi` 21 gennaio 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



Clicca qui






Corriere della Sera Rassegna Stampa
26.08.2009 Restituire l’onore a soldati e ufficiali che si sono ribellati alla guerra di Hitler e che per questo sono stati fuci­lati
Il Parlamento di Berlino voterà la setti­mana prossima una legge

Testata: Corriere della Sera
Data: 26 agosto 2009
Pagina: 17
Autore: Mara Gergolet
Titolo: «Germania anno zero: restituito l’onore ai 'traditori' di Hitler»

Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 26/08/2009, a pag. 17, l'articolo di Mara Gergolet dal titolo " Germania anno zero: restituito l’onore ai 'traditori' di Hitler ".

 Ludwig Baumann, presidente dell’associa­zione delle «Vittime della giustizia milita­re nazista»

BERLINO — Cancellare tutte le sen­tenze dei tribunali militari di Hitler. Ria­bilitare i «traditori di guerra». Restitui­re, almeno dopo la morte, l’onore a quei soldati o ufficiali che si sono ribellati, o hanno anche solo dubitato, della guerra di Hitler, e che per questo sono stati fuci­lati.
Il Parlamento di Berlino voterà setti­mana prossima una legge che finalmen­te riabilita — dopo 60 anni — le vittime militari del terrore nazista. Saranno an­nullate, simbolicamente, 100 mila sen­tenze di condanna ai lavori forzati e 20mila condanne a morte. L’atto finale di una battaglia, iniziata negli anni ’90. Perché prima, nella repubblica federale, i disertori e i «traditori» erano ritenuti, non solo di fronte alla legge (dove anco­ra per pochi giorni lo sono) ma anche al­l’opinione pubblica, dei criminali.
«Per me — dice Ludwig Baumann — è un sogno che si realizza». Parla piano, ha 87 anni, ed è il presidente dell’associa­zione delle «Vittime della giustizia milita­re nazista». È la sua vittoria. Era un ragaz­zo ventenne quando a Bordeaux decise di disertare con l’amico Kurt Olden­bruck. Destinazione America, attraverso l’Africa del Nord. «Volevo vivere, non vo­levo uccidere». Aveva la rivoltella carica, ma non sparò, quando lo presero al confi­ne. Quaranta minuti di processo, la con­danna alla fucilazione. La pena fu poi tra­mutata in 12 anni di lavori forzati al la­ger di Turgau, quindi l’arruolamento nel battaglione «per il fronte dell’Est», un bi­glietto di prima fila, sola andata, per Sta­lingrado. L’amico Kurt morì nell’assedio, lui miracolosamente tornò a casa.
Un ritorno che, per disertori come lui e per i «traditori di guerra» sopravvissu­ti, fu una seconda persecuzione. «Erava­mo, penalmente, dei pregiudicati, per cui tanti lavori ci erano preclusi». Un de­stino di povertà e la gente che ti insulta «Kameradenschwein» (camerata di m.) perché ti sei salvato.
Il fisico distrutto dal­le catene, le malattie prese nel lager, il blackout delle emozioni. Bau­mann,
racconta, cominciò a bere e ebbe la forza di smettere solo quando la mo­glie morì, lasciandolo con una figlia di 6 anni. «Eravamo dei reietti».
L’aria cambia appena negli anni No­vanta. I sondaggi mostrano che il 90 per cento dei tedeschi era pronto a «perdo­nare » i disertori, il governo Schröder si impegna, poi la guerra del Kosovo nel ’99 — la prima alla quale Berlino prende parte dal 1945 — blocca tutto. «Perché fu così difficile? Perché assolvere noi si­gnificava condannare tutti gli altri solda­ti che erano rimasti a combattere con Hi­tler
». Nel 2002, finalmente, una legge riabi­lita i disertori. Ma non i traditori di guer­ra.
Chi erano, veramente, questi ultimi? Dopo la dichiarazione di «guerra totale di Hitler» che non distingueva tra mezzi militari e civili, bastava poco per «tradi­re » il Paese (il cosiddetto reato di
Krieg­sverrat ): procurarsi un foglio di viaggio, confessare durante una licenza a una donna o in un’osteria che le cose sul fronte andavano male, aiutare un ebreo. Baumann ricorda il caso di un ufficiale di cui diven­ne amico nel lager di Turgau, Johann Lukaschitz: fu fucilato con i suoi 76 uomini, perché non rivelò che teneva­no riunioni in stile sovietico.
Eppure, ancora nel 2007, nei loro con­fronti c’è molto sospetto. «Anche secon­do i canoni attuali si sono comportati in modo riprovevole — disse un importan­te politico della Csu, Norbert Geis —. Hanno danneggiato i propri compagni con comportamenti illegali». Profanatori del vincolo solidale tra ca­merati, opportunisti che pensavano solo a salvare la propria pelle: molti, nel campo conservatore, la pensano così. E «la messa in pericolo dei commilito­ni » è la motivazione con cui, ancora nel 2008, il mi­nistro della Giustizia, Bri­gitte Zypries (Spd), rifiu­ta la loro riabilitazione. Una convinzione falsa, per gran parte degli storici. «Non c’è nep­pure un caso documentato — dice l’auto­revole storico militare, Manfred Messer­schmidt — in cui sia stata veramente messa in pericolo la vita di altri soldati». Invece, dice, si può fare il nome di più di un soldato fucilato perché sul diario ave­va
scritto che la guerra era persa.

Per inviare la propria opinione al Corriere della Sera, cliccare sull'e-mail sottostante


lettere@corriere.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT