Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Arabia Saudita : una fatwa mortale contro Halima Mozafar 'colpevole' di essere apparsa in tv senza velo
Testata: Corriere della Sera Data: 03 agosto 2009 Pagina: 31 Autore: Pierluigi Battista Titolo: «La poetessa saudita e gli uomini-caverna»
Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 03/08/2009, a pag. 31, l'articolo di Pierluigi Battista dal titolo " La poetessa saudita e gli uomini-caverna ".
Donne in Arabia Saudita. O così o morte.
Si chiama Halima Mozafar, è una giovane poetessa, e vive in Arabia Saudita. È un eroe (un’eroina) la cui vicenda ha tutti i titoli per colpire il cuore e la ragione dell’opinione pubblica internazionale, se quest’ultima avesse ancora un cuore e una ragione e non fosse succube del cinismo dei governi e dei poteri economici del mondo. Sul destino di Halima grava una fatwa mortale: «Tua madre piangerà la tua morte, così come i tuoi corrotti predecessori. Verseremo il tuo sangue. Sei colei che ha dichiarato guerra a Dio, al suo Profeta e a tutti i credenti ». Sotto una minaccia, la poetessa Halima si è presentata senza velo alla tv Al-Arabiya e ha detto con fierezza: «L’Islam è una religione liberale e non impone nulla riguardo alle scelte personali. E voi uomini-caverna, che temete l’amore, siete solo ripugnanti e non mi fate paura». Eroismo puro, povera Halima Mozafar.
Purtroppo non abbiamo potuto ammirare la reazione degli «uomini-caverna», le facce stravolte dei guardiani della fede, dei pasdaran dell’integralismo, dei mazzieri della purezza religiosa che picchiano, lapidano, uccidono e straziano le donne perché si sentono in tanti, impuniti, ferreamente organizzati nelle loro bande e squadracce che infestano il mondo arabo e islamico. Loro erano già furiosi per l’atto «blasfemo » che Halima avrebbe commesso semplicemente (lo racconta bene Anna Mazzone sulRiformista ) partecipando a un seminario a un circolo culturale di Riad. La sfida della donna che con temerarietà sconsiderata si è presentata a volto scoperto per denunciarne la protervia li renderà pazzi di rabbia. Ma gli uomini-caverna hanno dalla loro l’omertà e l’indifferenza internazionale. Tempo fa hanno diffuso un video in cui una donna in Pakistan veniva frustata perché stava passeggiando con un uomo. E non si hanno notizie sull’applicazione della legge infame assecondata da Karzai in Afghanistan dove si autorizzava lo stupro della moglie da parte degli uomini-caverna diventati mariti senza amore e senza consenso.
Quelle donne furono lasciate sole. E molto probabilmente la stessa sorte capiterà ad Halima Mozafar. Non si hanno più notizie di Amnesty International e di Human Rights Watch. Si chiede sempre perché ciò che resta del femminismo occidentale non dica una parola sul destino delle donne torturate e uccise nell’Islam totalitario. Ma è ingiusto chiedere alle femministe una sensibilità speciale sulla persecuzione delle donne: sarebbe come pretendere che solo i neri debbano indignarsi per il razzismo o solo gli ebrei per la Shoah. Si potrebbe eventualmente chiedere ai giornalisti di difendere la libertà di parola nel mondo, ma la loro Federazione internazionale (complice Serventi Longhi) è troppo impegnata a discriminare i colleghi israeliani. La ragazza saudita resterà sola con il suo coraggio. Come conclude Anna Mazzone: buona fortuna, Halima.
Per inviare la propria opinione al Corriere della Sera, cliccare sull'e-mail sottostante