Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Fareed Zakaria, quel brutto vizio di sottovalutare L'analisi di Alessandro Litta Modignani
Testata: Informazione Corretta Data: 29 luglio 2009 Pagina: 1 Autore: Alessandro Litta Modignani Titolo: «Fareed Zakaria, quel brutto vizio di sottovalutare»
Fareed Zakaria
Sul Corriere della Sera del 27 luglio, Fareed Zakaria sostiene che “la palla adesso è nel campo di Teheran, tocca a Khamenei e ad Ahmadinejad rispondere”. Secondo questa analisi, “il tempo non sta dalla parte dell’attuale regime iraniano”, ragion per cui “la strategia migliore è di non fare nulla”. Il direttore di Newsweek non è nuovo a questo tipo di sottovalutazioni. Già nel 2002, nel suo libro “Democrazia senza libertà”- peraltro assai interessante - egli prevedeva ottimisticamente che il regime degli Ayatollah, sottoposto nuovamente alla prova della elezioni, sarebbe entrato in crisi e si sarebbe rapidamente evoluto verso forme di democrazia più laica e moderna. La volta dopo, era la tesi di Zakaria, i militanti islamici si sarebbero sentiti rispondere: “Conosco già questa storia !” dagli elettori, delusi dalla propaganda del regime dei mullah. Sappiamo invece come è andata a finire. Nel 2005 non solo non c’è stata svolta moderata, ma addirittura ha vinto Ahmadinejad. E poiché, come è noto, al peggio non c’è limite, quest’anno abbiamo avuto la conferma, fra brogli e violenze, del presidente-dittatore che vuole la bomba atomica e minaccia di cancellare Israele dalla carta geografica. Qualcuno ha chiesto conto a Fareed Zakaria della sua clamorosa svista di allora ? Prima di avventurarsi in nuove, disinvolte previsioni, egli avrebbe il dovere morale di riconoscere di avere completamente sbagliato analisi e chiedere scusa del suo irresponsabile ottimismo ai lettori. Dove trova invece oggi il coraggio di sostenere che “i mullah non aspirano affatto alla catastrofe universale” e che “la repubblica islamica sta perdendo la caratteristica base religiosa, per trasformarsi in una delle tante dittature mediorientali” ? Questa lettura dimostra fra l’altro un completo travisamento della natura intrinseca, qualitativamente diversa, del regime di Teheran. La domanda ripropone una questione decisiva per le società democratiche: quella della responsabilità degli intellettuali, sulla quale da sempre si interrogano le migliori coscienze del mondo contemporaneo. Chi svolge il ruolo di opinion-leader e dirige un settimanale del prestigio internazionale di Newsweek, dopo essersi avventurato in valutazioni a tal punto superficiali e improbabili, dovrebbe almeno ritrovarsi al centro di una salutare e incalzante polemica, tale da consentire all’opinione pubblica di valutare appieno le possibili conseguenze del suo pericoloso minimizzare.