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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
25.07.2009 A Londra, città meticcia, arriva il delitto d'onore
Lo racconta Maria Serena Natale

Testata: Corriere della Sera
Data: 25 luglio 2009
Pagina: 1
Autore: Maria Serena Natale
Titolo: «Ridotto in fin di vita con l'acido, delitto d'onore a Londra»

Grazie a Eurabia ritorna il < delitto d'onore > anche in Inghilterra. Lo nracconta Maria Serena Natale sul CORRIERE della SERA di oggi, 25/07/2009, a pag.19, con il titolo " Ridotto in fin di vita con l'acido, delitto d'onore a Londra ". A Londra ci sono 100.000 pachistani.  Conflitti di civiltà ? Nooooo !

LONDRA — C'è una macchia bianca sul selciato di Marchant Road, nell'East London. E' la traccia lasciata dall'acido che gli scorreva lungo il corpo; sulla staccionata ci sono ancora schizzi di sangue. Il ragazzo, protetto dall'anoni­mato, è in fin di vita all'ospedale Broomfield di Chelmsford con ustioni su oltre il 50 per cento del corpo, non vede, non parla, la lingua è stata com­pletamente corrosa dall'acido. A 23 gior­ni dall'aggressione emergono i dettagli di uno dei più feroci «delitti d'onore» che Londra ricordi.
Due luglio, due del mattino. Bussa­no alla porta, hanno guanti e masche­re, trascinano in strada la vittima, un 24 enne di origine asiatica provenien­te dalla Danimarca. Lo pugnalano due volte alla schiena, lo colpiscono al vi­so e alla testa con dei mattoni, gli ver­sano acido solforico sul corpo e in go­la. Il ragazzo urla, si divincola, chiede aiuto. «Mi hanno svegliato le urla, ho guardato fuori dalla finestra — raccon­terà uno dei testimoni — e l'ho visto agonizzare, la T-shirt bianca si era sciolta e fusa con la pelle». Sono i vigi­li del fuoco a soccorrerlo poco prima che arrivi l'ambulanza.
Nella stanza ammobiliata dove si era trasferito da poco, incontrava una coeta­nea britannica di origini pachistane e re­ligione musulmana, sposata con un uo­mo della comunità asiatica di Leyton­stone. La ragazza, della quale non è sta­ta rivelata l'identità, parla di una sem­plice amicizia e rischia la stessa sorte: ha appena ricevuto l'Osman Warning, l'avvertimento ufficiale di Scotland Yard a chi è in pericolo di vita; non ha lasciato la sua casa ma è sotto sorve­glianza. Gli inquirenti seguono la pista del delitto d'onore.
Finora sono stati fermati sette so­spetti, quattro rilasciati su cauzione. Tre sono comparsi davanti ai giudici della corte di Waltham Forest, hanno 16, 19 e 25 anni, secondo fonti citate dal Daily Mail uno di loro è fratello del­la giovane; restano in carcere in attesa di giudizio con l'accusa di tentato omi­cidio. I vicini di casa hanno seguito stu­pefatti le operazioni della polizia che perquisiva le abitazioni degli imputati: «Normali famiglie musulmane», han­no detto al Times.
«I delitti d'onore sono frequenti nella nostra comunità, soprattutto tra i pachi­stani, ma stiamo lavorando per educare le persone», ha dichiarato alla stampa Imtiaz Qadir, direttore della fondazione Active Change che lavora con i ragazzi del­la zona. L'East London è una delle aree più meticce della capitale. Qui passa Brick Lane, la strada resa famosa dall'omoni­mo romanzo che nel 2003 lanciò l'an­glo- bengalese Monica Ali, capofila degli scrittori figli della società multietnica.
Casi come quello di Leytonstone sol­levano seri interrogativi sul modello multiculturale britannico attaccato da personaggi di primo piano come Tre­vor Phillips, il controverso presidente della Commissione Diritti umani e Pari opportunità convinto che la Gran Breta­gna stia lentamente cedendo a un siste­ma segregazionista, nel quale i diversi gruppi etnici e religiosi conducono esi­stenze parallele. «In realtà abbiamo fat­to progressi nell'integrazione — dice al Corriere Nighat Darr, coordinatrice del Kiran Project, associazione che aiuta le donne d'origine asiatica dell'East Lon­don a fuggire da matrimoni forzati e violenza domestica — ma al centro del­la vita della comunità restano i clan fa­miliari, i rigidi codici di comportamen­to e i patti di sangue. L'ultima aggres­sione è stata un monito generale, le donne sono ancora sottoposte a intimi­dazioni, umiliazioni e violenze, la bar­riera linguistica è uno dei principali ostacoli che devono superare per cerca­re aiuto. Chi partecipa a queste spedi­zioni punitive sa a quali rischi si espo­ne, ragazzi pronti ad andare in prigio­ne, se necessario a mettere a repenta­glio la vita pur di difendere quello che chiamano onore. Le nuove generazioni sono intrappolate tra modernità e tradi­zione, la stessa ragazza di Leytonstone dice di non avere paura, per proteggere altri membri della famiglia. E' un muro di omertà e silenzio con il quale ci scon­triamo ogni giorno».

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