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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere della Sera - Libero - La Repubblica Rassegna Stampa
01.07.2009 Sarkozy suggerisce a Netanyahu di sbarazzarsi di Lieberman
E di sostituirlo con Tzipi Livni. Con che diritto? Cronaca di Francesco Battistini

Testata:Corriere della Sera - Libero - La Repubblica
Autore: Francesco Battistini - Giusy Di Lauro
Titolo: «Sarkozy irrita Netanyahu: «Via Lieberman»»

Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 01/07/2009, a pag. 21, l'articolo di Francesco Battistini dal titolo " Sarkozy irrita Netanyahu: «Via Lieberman» " e due brevi da LIBERO e REPUBBLICA. Ecco gli articoli:

CORRIERE della SERA - Francesco Battistini : " Sarkozy irrita Netanyahu: «Via Lieberman» "

Contrariamente a quanto scrive Battistini, Lieberman non è " fautore del giuramen­to d’«ebraicità» di tutti gli arabi israeliani ". La sua era una richiesta di fedeltà allo Stato di Israele, non una campagna di conversione degli israeliani non ebrei.

GERUSALEMME — Già quand’era entrato nel cortile dell’Eliseo, mercoledì scor­so, a Netanyahu non era sfuggito tanto garrire di ban­diere del Qatar sui pennoni, riservate alla contempora­nea visita parigina dell’emi­ro. «Perché quelle del Qatar sì e quelle d’Israele no?», ave­vano chiesto dalla delegazio­ne del premier: «Perché Ne­tanyahu non è un capo di Stato», s’erano salvati in cor­ner dal cerimoniale. Ma quel­lo era niente. Percorsa la pas­serella rossa, Bibi non sape­va che sorpresa gli avesse preparato Nicolas Sarkozy: la richiesta di licenziare in tronco Avigdor «Yvette» Lie­berman, il ministro degli Esteri, per sostituirlo con la leader dell’opposizione, Tzi­pi Livni. «Te lo dico — sareb­be stato il consiglio del presi­dente francese —: devi sba­razzarti di quell’uomo. Butta­lo fuori dal governo, prendi­ti la Livni. Con lei e con Ba­rak, puoi fare la storia...». «Non esagerare, Lieberman è un’ottima persona...», avrebbe abbozzato Netan­yahu. Sperando che la fac­cenda si fermasse lì e non provocasse quel che, una set­timana dopo, si sta invece ve­rificando: la furiosa reazione dell’interessato, una tensio­ne inedita nelle relazioni tra Francia e Israele.
Liberarsi di Lieberman. Che a Parigi non piacesse l’immigrato russo al gover­no — leader del terzo partito alla Knesset, inviso agli ame­ricani, fautore del giuramen­to d’«ebraicità» di tutti gli arabi israeliani —, s’era capi­to a maggio, quando la visita di Netanyahu era stata rinvia­ta e Yvette, pure lui, era stato ricevuto all’Eliseo: non da Sarkò, ma dal suo segretario generale. A tu per tu con Bi­bi, presenti due ministri e un deputato, Monsieur Le Presi­dent è andato giù durissimo. E com’era già accaduto sul quotidiano Ma’ariv per il col­loquio con Berlusconi, smen­tito, tutti i particolari sono stati rivelati su Canale 2 da Udi Segal, informato repor­ter israeliano. «Ho sempre ri­cevuto i vostri ministri degli Esteri — è stato l’esordio di Sarkozy —. Con quello là, semplicemente, non pos­so... ». Bibi: «Ma no, Lieber­man è un pragmatico, in pri­vato è meglio che in pubbli­co ». «In privato, anche Le Pen è una persona simpati­cissima, ma non per questo ci faccio un governo». «No, Lieberman è un altro genere di persona, il paragone fra i due è inappropriato...». «Non voglio fare paragoni — avrebbe tagliato corto Ni­colas —, capisco che hai una coalizione da mantene­re. Mi aspetto che la Livni si dimostri responsabile e s’unisca al governo. Le dissi che ero dispiaciuto, quando non lo fece, e che pensavo fosse un errore. Perché tutte le volte che sento cosa dice quell’altro...». E a questo punto, riferiscono i testimo­ni, Sarkò si sarebbe messo le mani nei capelli.
Nessuno smentisce, stavol­ta. Quanto basta a scatenare Lieberman che non può accetta­re, dicono i suoi, d’essere appaiato al capo della de­stra francese, Le Pen, famoso mini­mizzatore delle ca­mere a gas. Yvette telefona all’amba­sciatore israeliano a Parigi, Daniel Shek, per chiedergli come mai debba sapere la storia dalla tv.
E poi sguinzaglia il suo portavoce, Tzami Moshe: «Queste dichiarazioni sono una grave e inaccettabile in­terferenza negli affari interni israeliani. Parole del genere sono poco professionali e di­mostrano una certa stupidi­tà. Ci aspettiamo una con­danna da ogni organo dello Stato». Netanyahu si limita a ribadire «la sua grande sti­ma ». Gli altri, a cominciare dal presidente Peres, taccio­no. Sapendo bene che la Liv­ni, lei, non vuole entrare al governo. Ma metà del suo partito, sì. E l’opposizione è pronta alla scissione.

LIBERO - La redazione titola l'articolo di Giusy di Lauro " Gaffe diplomatica di Parigi con Tel Aviv ". La capitale di Israele è Gerusalemme, non Tel Aviv. Un errore del genere ce lo saremmo aspettati dal Manifesto e non da Libero. Invitiamo i lettori a protestare per la scelta inappropriata del titolo.

La REPUBBLICA - Alberto Stabile si compiace nel suo articolo per le dichiarazioni di Sarkozy e si spinge a definire Lieberman " la componente estremista della coalizione di Netanyahu ". Lieberman è un estremista perchè tiene alla sicurezza del proprio Stato?

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