Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Tel Aviv, da leggere prima di andarci in vacanza Peppino Caldarola sulla guida di TA di Elena Loewenthal
Testata: Autore: Peppino Caldarola Titolo: «Tizio e Caio, due strade a Tel Aviv»
Pubblichiamo dal RIFORMISTA di oggi, 20/06/2009, a pag.6, il pezzo di Peppino Caldarola, titolato " Tizio e Caio, due strade a Tel Aviv", dedicato al libro di Elena Loewenthal " Tel Aviv ", appena uscito da Feltrinelli. Da legegre prima di andarci in vacanza.
Tel Aviv100 anni fa
Elena Loewenthal ha scritto un bel libro su Tel Aviv. Portatelo con voi se decidete di andarci, leggetelo se avete ancora qualche dubbio sul viaggio. L'accompagnatrice è sapiente e scrive da dio. Non è il solito libro di viaggio che racconta dove andare, che cosa vedere, quale ristorante è al top. C'è anche questo. Ma c'è soprattutto la storia della città che inizia con la foto dell'11 aprile del 1909 quando un gruppo di coraggiosi, radunati in uno spiazzo sabbioso, sorteggiano i lotti di terreno su cui sarà costruita Tel Aviv. Loewenthal ci porta in un giro vorticoso che va dal porto, ormai pieno di ristorantini, a Giaffa passando per Neve Tsedek il quartiere ormai alla moda, con l'occhio rivolto ai grattacieli che sono l'orgoglio e l'ambizione di Tel Aviv. È anche una piccola storia ebraica con i suoi personaggi storici, da Ben Gurion al mitico sindaco della città Meir Diezengoff. Quest'ultimo è protagonista di un episodio divertente. Siamo forse nel '22 e un ebreo americano, Meir Getzel Shapiro, innamoratissimo della moglie che poi lo abbandonerà, compra un bel lotto di terreno per costruirci una sontuosa dimora. La casa affaccia su due vicoletti che l'innamorato intitola a se stesso e alla moglie Sonia Shapira. Diezengoff va su tutte le furie, fa rimuovere i cartelli e li sostituisce con altri (sono lì tuttora) che dicono "Simta Almonit" e "Simta Pelonit", in pratica "vicolo Tizio" e "vicolo Caio". La città in cui ci porta la Loewenthal è fatta anche di queste cose.
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