Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
B-XVI con la kefiah intorno al collo Breve storia di un indumento menagramo
Testata: Informazione Corretta Data: 21 maggio 2009 Pagina: 1 Autore: Piera Prister Bracaglia Morante Titolo: «B-XVI con la kefiah intorno al collo»
E’ vero che siamo abituati al peggio e nulla piu’ ci sorprende, ma ci mancava solo la fotografia del papa con la kefiah per completare il quadro di una Eurabia temibile e spavalda che avanza a passo rapido e svelto…se riesce a sedurre persino il papa. Ed e’ per questo che ci vorrebbe che i romani tutti, compresi quelli di Portico d’Ottavia, che di saggezza ne hanno da vendere e che sanno anche gustare il piacere della satira e degli strali, postassero su carta, pasquinate in prosa o versetti sotto la celebre statua di Pasquino, all’angolo di palazzo Braschi, da sempre il simbolo della liberta’ di parola e spina nel fianco dei potenti dello Stato della Chiesa. La statua era cosi’ invisa all’ecclesia tutta, che pesante com’era fu ruzzolata nel Tevere, ma i romani riuscirono a ripescarla anche se malconcia. Ebbene, come abbia fatto a mettersi alla berlina con la kefiah al collo, mescolando il diavolo con l’acqua santa, solo sua santita’ Benedetto XVI lo sa. E per giunta nello scenario della basilica di S. Pietro, che con il maestoso colonnato di Gianlorenzo Bernini e’ il simbolo della cristianita’ e della pace nel mondo. Il ritratto del papa che ne viene fuori, casuale o orchestrato che sia e’ inquietante, abituati come siamo a vedere kefieh su gente armata, insomma gente poco raccomandabile, come per esempio addosso a quell’Arafat, che certamente non era uno stinco di santo e che ne ha combinate delle grosse anche in Italia all’epoca delle tante stragi, se addirittura alle sue calcagna s’era messo quel probo e coraggioso magistrato di Carlo Mastelloni -altrimenti definito dal potere, un ragazzaccio in toga- con un mandato di cattura e manette pronte a scattare. Indubbiamente Arafat e la kefiah erano due amici inseparabili, erano un tutt’uno. Kefieh che arrivano minacciose fino agli occhi, le indossano inoltre i terroristi che inneggiano alla morte o quelli che bruciano come in un sabba infernale le bandiere italiane, americane e israeliane nelle belle piazze di Roma e d’Italia. E quegli studenti facinorosi che hanno impedito al pontefice di parlare alla Sapienza di Roma due anni fa in occasione dell’apertura dell’anno accademico, erano anche loro tutti armati di kefiah. I disvalori o la perdita dei valori che sono dietro alla kefiah sono noti e non coincidono con i valori della civilta’ anzi ne rappresentano l’esatto opposto. E’ chiaro ormai che neppure Oriana Fallaci sia riuscita a convincere papa Benedetto sui pericoli di una Eurabia che ineluttabilmente avanza, quando segretamente conferi’ con lui in Vaticano. Ne’ la morte cruenta di suor Leonella che fu assassinata a Mogadiscio insieme ad una guardia, solo per odio, all’indomani della famosa “lectio magistralis” del papa a Ratisbona, proprio di fronte all’ambulatorio pediatrico in cui lavorava, per mano di fondamentalisti islamici di quelli che usualmente portano la kefiah. E nemmeno lo hanno convinto tutte quelle chiese bruciate. Eppure proprio quella famosa lectio magistralis su “Fede e Ragione” ci aveva fatto credere che Benedetto XVI avesse il carisma di papa Leone I che difese solo con la sua forza morale e la sua autorita’ i valori fondanti dell’Occidente di fronte all’avanzata delle orde dei barbari. O che si facesse idealmente promotore di una Lega Santa come quella che con Pio V e la Serenissima in testa, fermo’ l’avanzata dei musulmani conquistatori, nella battaglia di Lepanto. Ora invece che cosa ci tocca guardare!
- “Va bene che c’e’ anche il potere temporale dei papi con cui dobbiamo fare i conti.
- Va bene che e’ ancora aperta quella vexata quaestio sul papa del silenzio quando a Roma spadroneggiavano altri barbari ma con la svastica.
- Va bene anche che non siamo tutti eroi e che pochi son disposti a farsi scorticare vivi come Marcantonio Bragadin a Famagosta…
- Ma questa offesa di vederLa in kefiah, Sua Santita’, poteva pure risparmiarcela!”