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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
13.05.2009 L'inarrestabile deriva filo islamica della Gran Bretagna
Un musulmano che ha girato documentari sul 'Culto degli attentatori suicidi' fra i direttori della Bbc

Testata: Corriere della Sera
Data: 13 maggio 2009
Pagina: 15
Autore: Fabio Cavalera
Titolo: «Un musulmano a capo dei programmi religiosi della Bbc»

Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 13/05/2009, a pag. 15, l'articolo di Fabio Cavalera dal titolo " Un musulmano a capo dei programmi religiosi della Bbc ":

LONDRA — La scelta di Mark Thompson, il boss della Bbc, è di quelle che possono se­gnare un’epoca nella storia del­la televisione pubblica. Che nel­le reti inglesi e americane abbia­no visibilità e importanza gior­nalisti di diverse etnie e fedi è un segnale di integrazione e di democrazia. Ciò che avviene nella mitica Bbc è un controver­so e dibattuto passo in avanti. Come tale non passa sotto l’eti­chetta di «normale avvicenda­mento ». Se infatti un musulma­no, Aaquil Ahmed, si trasferi­sce da Channel 4, che pure è una rete di controllo statale, ne­gli studi della «madre di tutte le televisioni» per diventarne responsabile dei servizi religio­si si può parlare di rivoluzione nel mondo dell’informazione anglosassone.
Per il quarantenne Aaquil Ah­med è un ritorno a casa perché
alla Bbc si è formato prima di traslocare nel quartier generale di Channel 4 a Westminster do­ve lo avevano chiamato per go­vernare il notiziario sempre reli­gioso. Ma avere i galloni alla Bbc è altra cosa. Per un motivo molto semplice: Channel 4 vive di autofinanziamento commer­ciale, la Bbc invece riceve fondi governativi, dunque soldi dei contribuenti e le nomine vengo­no pesate col bilancino, nel sol­co di una tradizione di equidi­stanza e autorevolezza.
Aaquil Ahmed è un professio­nista che a
Channel 4 ha creato scandalo promuovendo tra­smissioni di studio sul Corano o documentari sul «Culto degli attentatori suicidi», portando in prima serata approfondimen­ti e dibattiti sull’Islam: ha rotto consolidati schemi e, secondo la comunità cristiana, ha spez­zato la linea dell’imparzialità, calcando troppo la mano a favo­re della fede musulmana. Ha in­dubbiamente rischiato e «pro­vocato » ma ha pure commissio­nato importanti trasmissioni sul cattolicesimo, così il merca­to e l’audience lo hanno premia­to. Forse sono queste le ragioni che hanno convinto Mark Thompson a richiamarlo e ad af­frontare la prospettiva di una bufera con la Chiesa Anglicana. Il contenzioso fra Rowan Wil­liams, l’arcivescovo di Canter­bury, e Mark Thompson è aper­to da un po’ di tempo. I due si erano incontrati alla fine di mar­zo per spiegarsi e trovare un ac­comodamento politico. Era ap­parsa eccessiva la linea editoria­le indicata dalla Bbc, già lo scor­so anno, di cancellare qualsiasi riferimento irrispettoso nei con­fronti dell’Islam (anche di natu­ra satirica) lasciando invece maggiore libertà di espressione e di critica sulle altre religioni. Una diversità giustificata dal numero uno della Bbc: «Nessu­na religione è immune da di­scussione ma le sensibilità di­vergono, dobbiamo tenerne conto». Ed era apparso stonato, alle orecchie della Chiesa Angli­cana, l’intervento riparatore di uno dei protagonisti di «EastEn­ders », popolarissima serie tv: il postino Ahmed ripreso in uno spuntino, durante il Ramadan, era stato costretto dai vertici della Bbc a chiedere scusa a no­me della televisione pubblica. Giusto rispetto di una minoran­za o «arrendevolezza»?
La nomina di Aaquil Ahmed, primo musulmano che avrà la responsabilità dei servizi reli­giosi nella televisione di Stato, crea nuovi imbarazzi e inquietu­dine. Che sia un atto innovati­vo e di coraggio o che sia una «leggerezza» per la storia della tv pubblica, non solo britanni­ca, è comunque una data da se­gnare.

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