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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
13.05.2009 Il boia di Sobibor in carcere a Monaco di Baviera
Lo stesso dove nel '22 era stato recluso Hitler

Testata: Corriere della Sera
Data: 13 maggio 2009
Pagina: 14
Autore: La redazione del Corriere della Sera
Titolo: «Il boia di Sobibor nel carcere di Hitler»

Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 13/05/2009, a pag. 14, l'articolo dal titolo " Il boia di Sobibor nel carcere di Hitler ".

BERLINO — John Demjanjuk nella prigione di Adolf Hitler. Il boia di Sobibor, estradato ieri in Germania dagli Stati Uniti, è stato rinchiuso nel penitenziario di Stadelheim, a Monaco di Baviera, dove il futuro Führer fu rinchiuso dal 24 giugno al 27 luglio 1922, in seguito a una condanna a tre mesi di reclusione per sovversione. Grazie alla buona condotta ne scontò solo uno. Non è detto che Demjanjuk, 89 anni, rimarrà più a lungo dietro le sbarre: saranno i medici a stabilire se le sue condizioni sono compatibili con la carcerazione. Il procuratore capo di Monaco di Baviera, Manfred Nötzel, ha dichiarato che il boia di Sobibor è stato visitato da un’équipe di sanitari ed è già stato nominato il perito chiamato a decidere se Demjanjuk è in grado di assistere al processo che lo attende. A Demjanjuk è stato letto in prigione il mandato di arresto di 21 pagine con l’accusa di concorso nel­l’omicidio di 29mila persone, emesso dalla procura di Mona­co il 10 marzo scorso. Le proce­dure e le analisi mediche — Demjanjuk soffre di una grave malattia del midollo spinale e ha seri problemi renali e di na­tura reumatica — potrebbero richiedere anche alcune setti­mane. Se sarà processato, il pre­sunto boia di Sobibor rischia una pena da 3 a 15 anni, ma an­che nel caso di una sua eventua­le assoluzione, Demjanjuk do­vrà finire i suoi giorni in terra tedesca, poiché gli Stati Uniti si rifiutano di riaccoglierlo.
Il difensore del presunto cri­minale nazista, Günther Maull, ha duramente polemizzato con le autorità tedesche, spiegando che se alla fine i medici stabili­ranno che non è in condizioni di assistere alle udienze in tri­bunale, «il processo deve esse­re archiviato, con il risultato che ci abbiamo guadagnato un vecchio da assistere, con le spe­se che finiranno sulle spalle dei contribuenti tedeschi». «Gli Usa non vogliono riprenderlo — ha aggiunto — e nessun al­tro Stato lo vuole, poiché è apo­lide ».
Il presidente della Comunità ebraica tedesca, Charlotte Kno­bloch, ha chiesto di avviare il processo in tempi brevi, per­ché «ciò che conta adesso è di fare tutto il possibile sul piano giuridico per portare al più pre­sto Demjanjuk in tribunale: non si tratta di mettere in mo­stra una persona anziana, ma di ribadire che la giustizia ha la mano lunga».

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