Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Le belle famiglie: Gheddafi censura la rete televisiva del figlio Denunciava le attività di terrorismo e tortura dei Comitati Rivoluzionari libici e difendeva Mubarak
Testata: Corriere della Sera Data: 30 aprile 2009 Pagina: 15 Autore: Cecilia Zecchinelli Titolo: «Gheddafi chiude la tv del figlio e (ex) delfino Saif»
Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 30/04/2009, a pag. 15, l'articolo di Cecilia Zecchinelli dal titolo " Gheddafi chiude la tv del figlio e (ex) delfino Saif ".
Il messaggio per Saif Al Islam Gheddafi non poteva essere più esplicito: a metà del programma in direttaAn Qurb (da vicino) il segnale della sua tv satellitareAl Libiya s’interrompe; breve pausa, poi compare il logo della rete governativa della Grande Jamahiriya libica. Trascinata in questura e interrogata la conduttrice Hala Al Musrati, mentre il direttore Abdessalam Mechri era stato arrestato sabato (sarà liberato ieri). Motivo dichiarato del raid: un’inchiesta diAn Qurb sulle attività di tortura e terrorismo all’estero dei Comitati Rivoluzionari (una sorta di partito unico libico) e le accuse lanciate giorni prima sulla stessa rete dal giornalista egiziano dissidente Ahmed Qandil contro il raìs del Cairo Hosni Mubarak (che ha protestato formalmente). Confiscate infine le due radio sorelle: se le tre emittenti continueranno a trasmettere non sarà certo da Tripoli (ma da Londra), perché la sentenza pare definitiva. E questo varrebbe anche per l’(ex) figlio prediletto di Muammar Gheddafi. Capire cosa succede in un Paese chiuso e complicato come la Libia non è impresa facile. Ancora più opaca è la questione della successione al Colonnello, 67 anni di cui 40 da «fratello leader» di un Paese fondamentale per gli equilibri della regione: terzo produttore africano di petrolio; snodo chiave per l’immigrazione clandestina; tuttora in bilico tra isolamento tribal-socialista e apertura al mondo, in campo economico e politico. E Saif, figlio maggiore della seconda (e preferita) moglie del Colonnello, laurea in architettura in Austria, studi a Londra, è da anni il paladino di tale apertura. Ha lanciato campagne per introdurre una Costituzione (idea non bocciata dal padre); battaglie su diritti umani e libertà d’espressione (la sua tv era l’unica voce fuori dal coro); richieste di trasparenza al governo (a partire da quella sul massacro di Abu Salim: 1200 detenuti uccisi dalla forze di sicurezza nel 1999). Per anni il Colonnello ha gradito o tollerato tutto questo, affidando a Saif il ruolo di capo informale della diplomazia, in negoziati politici ed economici con Europa (Italia compresa) e Usa, facendolo mediare in casi difficili (a partire da Lockerbie). E a lungo Saif era stato ritenuto il delfino designato tra gli otto figli, tra cui un economista, un play-boy e un calciatore. Poi, lo scorso agosto, l’inizio del ritiro. «Ho deciso di non intervenire più negli affari di Stato», aveva dichiarato Saif a migliaia di sostenitori. Qualcuno l’aveva trovata una mossa tattica, un voler evitare la parte del figlio-delfino in stile Gamal Mubarak per poi tornare alla grande. Ma ormai troppi segnali indicano il contrario: a fine 2008 Saif si era ritirato in Svizzera (si era parlato di «asilo politico», poi smentito). Da poco era tornato in Libia. Ma nessuna missione per conto di papà: nella Washington di Obama c’è andato il fratello Moatessem. E silenzio su cosa stesse facendo. Poi il raid contro la tv. Saif, a quanto pare, ha davvero perso i favori del Colonnello.
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