Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Durban II, Frattini conferma il no, il Vaticano ribadisce il sì le cronache di Maurizio Caprara, Dimitri Buffa
Testata:Corriere della Sera-L'Opinione Autore: Maurizio Caprara-Dimitri Buffa Titolo: «Durban, Frattini conferma il no italiano»
A pochi giorni dall'inizio a Ginevra della cosidetta "Durban II", l'Italia conferma il suo no, insieme a Canada,Israele,Usa. Dalla UE notizie frammentarie, non si capisce bene chi aderisce chi no. Chi invece ha aderito subito, senza sollevare obiezioni, è il Vaticano. Ancora ieri, attraverso il nunzio apostolico presso l'Onu di Ginevra, monsignor Silvano Maria Tomasi, il Vaticano ha confernato che il documento può rappresentare un punto da cui partire. Poco importa alla Santa Sede dove si arriverà. La lezione sudafricana del 2001 conta evidentemente poco o nulla. Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 18/04/2009, la cronaca di Maurizio Caprara, e dall'OPINIONE quella di Dimitri Buffa.
Corriere della Sera- Maurizio Caprara: " Frattini conferma il no italiano "
ROMA — Il governo italiano è orientato a confermare il ritiro della delegazione del nostro Paese dalla conferenza dell’Onu su razzismo e xenofobia in programma da lunedì a venerdì prossimi a Ginevra, ma saranno le prossime 48 ore o poco più a dire se novità dell’ultimo momento non porteranno a cambiare la scelta. Nei mesi scorsi, una bozza del testo-base della discussione che definiva Israele «un modello diapartheid » aveva spinto lo Stato ebraico a rifiutarsi di partecipare ai lavori, gli Stati Uniti e il Canada a mosse analoghe in mancanza di svolte radicali e l’Italia a rinunciare a prendere parte alla preparazione dell’appuntamento. Da quel testo di circa 250 capoversi, scritto da un comitato a presidenza libica con dentro l’Iran, in marzo una commissione a presidenza russa ha ricavato una versione di 17 pagine. Priva di quegli inaccettabili riferimenti a Israele, però non giudicata adeguata dal ministro degli Esteri italiano Franco Frattini. Ieri sera a Ginevra l’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Navi Pillay ha informato del parto di una nuova formulazione, 16 pagine. «Sono molto felice di annunciarvi la decisione del Comitato preparatorio di trasmettere il documento alla conferenza», ha affermato questa giurista sudafricana che presiedette la Corte internazionale sul Ruanda. Alla Farnesina, tuttavia, il documento non è stato accolto con altrettanto entusiasmo. La decisione finale dell’Italia dipenderà anche dalle consultazioni con il resto dell’Unione europea. In mattinata, Frattini aveva legato in particolare a tre punti il suo orientamento a confermare il ritiro della nostra delegazione, un passo compiuto senza concordarlo con l’Ue il 5 marzo scorso, condizionando i ripensamenti a se le «tesi aggressive e antisemite saranno rimosse». Primo punto: niente ambiguità sulla condanna del genocidio degli ebrei pianificato dai nazisti e costato circa sei milioni di vite. Secondo: il testo permetta «rispetto della libertà di espressione, che non sembra sufficientemente garantito». Terzo: «dubbi» sui «richiami alle conclusioni di 'Durban1' », quelle della precedente conferenza dell’Onu sul razzismo tenuta a Durban nel 2001, ridottasi a palcoscenico per antisemiti. «Non ci sono oggi le condizioni per impegnarsi nel negoziato, quindi l’Italia mantiene l’atteggiamento di disimpegno dal negoziato portato avanti finora, come gli Usa», ha detto ieri mattina Frattini. «Continueremo a lavorare fino all’ultima ora con i colleghi europei», ha aggiunto. Nel testo di ieri sera, non figurerebbe la categoria della «diffamazione della religione», proposta da Stati islamici e ritenuta nell’Ue un’insidia per la libertà di pensiero. Rimasta la condanna della Shoah, malgrado la richiesta iraniana di eliminarla. Cerca un ruolo da protagonista, l’Iran. A Ginevra parlerà Mahmoud Ahmadinejad. Alla Farnesina ieri il corrispondente della radio-tv iraniana Hamid Masoumi Nejad protestava sostenendo di non aver potuto porre una domanda in conferenza stampa sulle armi nucleari di Israele.
L'Opinione- Dimitri Buffa: " Inizia Durban II, ma Frattini dice l'Italia non potrà partecipare "
Oggi e domani ci sarà il prologo con le ong anti israeliane che "osserveranno e monitoreranno" Israele. Solo parzialmente contrastate da quelle amiche che invece hanno intenzione di denunciare le violazioni dei diritti umani anche clamorose dei paesi come l¹Iran che pretenderebbero di giudicare lo stato ebraico. Lunedì poi sarà la volta di Mahmoud Ahmadinejad il cui intervento a Ginevra aprirà di fatto questa grande vergogna targata Onu e dai più conosciuta come "Durban II". Per fortuna che l¹Italia, come ribadisce spesso dai microfoni di Radio radicale Fiamma Nirenstein, almeno per una volta ha svolto un ruolo essenziale nel trascinare l¹Europa in una posizione di sostanziale boicottaggio di questa conferenza di rivisitazione di quella svoltasi a Durban pochi giorni prima dell 11 settembre 2001, e da molti vista come causa di quell¹effetto. E ieri il ministro Frattini ha ribadito che anche l¹attuale bozza rimaneggiata di partenza della conferenza resta inaccettabile e non adatta per fare ripensare la partecipazione del nostro paese a Ginevra. Più precisamente Frattini ieri ha detto che "non ci sono oggi le condizioni per l'Italia per reimpegnarsi nel negoziato per la cosiddetta conferenza Durban 2, quindi l'Italia mantiene l'atteggiamento tenuto fino ad ora di disimpegno dal negoziato, un atteggiamento peraltro già adottato dagli Stati Uniti". Il ministro ha poi reso noto di avere avuto proprio ieri mattina conversazioni telefoniche con i colleghi di Gran Bretagna, Svezia, Danimarca e Germania, a cui ha "presentato i dubbi dell'Italia relativamente alle conclusioni Durban 1, che noi ritenevamo e riteniamo inaccettabili". Per la cronaca tra le conferenze che si terranno nei due giorni del "pre Durban 2", prima che arrivi Ahmadinejad a rubare la scena, sono previste delle vere e prorpie porcate ideologiche e anti semite tenute tutte da professori e docenti di Canada, Gran Bretagna e Stati Uniti. La kermesse si apre il 18 all¹hotel Le Grenil di Ginevra con un dibattito e una "giornata di discussione e presentazioni di esperti che esaminerà e svilupperà l'analisi di come il regime di Israele si sia rapportato al popolo palestinese come un regime di apartheid, di colonialismo e di occupazione." La cosa viene venduta così: "legali ed esperti sono invitati ad aiutare gli attivisti dei diritti umani a capire quale analisi giuridica e quale strategia valga la pena di perseguire per far sì che Israele possa essere ritenuta responsabile per il diritto internazionale." Insomma come incastrare Israele. Chi saranno "i magnifici relatori"? Tra i tanti si segnala la sudafricana Virginia Tilley, capo del Middle East Project and Chief Research di Cape Town. Ma non è finita: un'altra "sessione di studio" sarà dedicata da un¹altra "ricercatrice", tale Karine MacAllister, della University of Montreal, Canada, a "come applicare il crimine di Aprtheid all¹occupazone israeliana dei territori palestinesi". Un vero e e proprio teorema che sarà sviluppato con tutti i paradossi del caso. Last but not least, ci sarà la presentazione della campagna mondiale di disinvestimento e di boicottaggio di tutti i beni israeliani nel mondo, in Italia supportata dal famigerato Forum Palestina. Come si vede, una parterre di ong del tutto monomaniacalmente orientate sui presunti crimini di Israele. Ong che prepareranno poi la strada al grande discorso di inaugurazione del "paladino degli oppressi" Mahmoud Ahmadinejad. Uno cui nessuno di quel consesso chiederà conto, ad esempio, né dei gay impiccati per la propria omosessualità alle gru di Teheran né del destino di Delara Derabi, la pittrice iraniana condannata a morte per avere aiutato il fidanzato in una rapina. In quel paese d¹altronde i diritti umani non vengono violati solo per punire i criminali, ma anche e soprattutto per contrastare gli oppositori politici. E il presidente iraniano a Ginevra per Durban indubbiamente è "l¹uomo giusto al post giusto."
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