mercoledi` 21 gennaio 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



Clicca qui






Corriere della Sera Rassegna Stampa
16.04.2009 Il boia nazista di Sobibór non verrà estradato in Germania
Perchè non si può processarlo in Usa? la cronaca di Alessandra Farkas

Testata: Corriere della Sera
Data: 16 aprile 2009
Pagina: 23
Autore: Alessandra Farkas
Titolo: «Si salva all’ultimo minuto. Il boia nazista di Sobibór non lascerà gli Stati Uniti»

Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 16/04/2009, a pag. 23, l'articolo di Alessandra Farkas dal titolo " Si salva all’ultimo minuto. Il boia nazista di Sobibór non lascerà gli Stati Uniti ".

NEW YORK — L’aereo speciale era già pronto sulla pista di decollo per trasportarlo in Germania quando, con una decisione dell’ultimo minuto, una Corte di appello di Cincinnati, in Ohio, ha accolto con procedura urgente la sua richiesta di sospendere la deportazione in quanto troppo malato per sostenere il viaggio. È così nuovamente rimandato il processo che i tedeschi vorrebbero intentare contro l’89enne John Demjanjuk  la brutale guardia delle SS complice dell’uccisione di almeno 29 mila ebrei nel campo di concentramento di Sobibór (Polonia), tra il marzo e il settembre 1943. Gli avvocati di Demjanjuk chiedono alla Germania di rinunciare all’estradizione «per consentirgli di sottoporsi alla chemioterapia per un tumore al rene». «O la chemioterapia o il processo», intima Ulrich Busch, legale dell'imputato, «deportarlo è tortura e violazione dei diritti umani». «Se Demjanjuk non può affrontare il viaggio verso la Germania allora sia processato negli Usa» ha subito replicato un portavoce di Amnesty International, secondo cui «con la tortura questa vicenda non ha proprio niente a che vedere». Dello stesso avviso il rabbino Marvin Hier del Centro Wiesenthal di Los Angeles secondo cui «il genocidio non è un crimine che può cadere in proscrizione». A spianare la strada alla sua estradizione era stata la Corte suprema Usa che di recente ha rifiutato una sua richiesta d’appello contro la sentenza di espulsione. Nel 2002 l’Office of Special Investigation del Dipartimento della Giustizia Usa riaprì il suo caso dimostrando la sua attività di guardia in almeno altri due campi di concentramento, tra cui Majdanek, nei cui crematori sono morti 80 mila prigionieri.

Per inviare la propria opinione al Corriere della Sera, cliccare sull'e-mail sottostante


lettere@corriere.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT