Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Una fiammella di speranza, subito spenta dal gelido vento dell’estremismo L'analisi di Federico Steinhaus
Testata: Informazione Corretta Data: 30 marzo 2009 Pagina: 1 Autore: Federico Steinhaus Titolo: «Una fiammella di speranza, subito spenta dal gelido vento dell’estremismo»
La somma di due eventi positivi può sfociare in un risultato devastante? Nel mondo arabo sì, a quanto pare. Nel campo profughi di Jenin, tristemente noto a chiunque segue le vicende della regione, è stata formata una piccola orchestra di 13 musicisti dagli 11 ai 18 anni, maschi e femmine. Questa piccola orchestra ha deciso di chiamarsi “Strumenti a corda della pace”. Già questa notizia da sola ha la capacità di aprire i nostri cuori alla speranza: ma allora non tutti i giovani sono stati avvelenati nell’animo dalla propaganda dell’odio a loro dedicata dalla televisione e dalle scuole palestinesi? Evviva! Ma non basta. Questa orchestra è andata a suonare a Holon, in Israele, per un gruppo di sopravvissuti alla Shoah. Magnifico! Commovente! I primi brani eseguiti sono stati la canzone araba “Noi cantiamo per la pace” e due brani per violini e tamburi arabi. Un brano è stato perfino dedicato al soldato Shalit, rapito da Hamas 1000 giorni or sono. Già. Ma al rientro a Jenin le autorità politiche palestinesi hanno sciolto questa orchestra “di pace”, la cinquantenne direttrice del gruppo Wafa Younis è stata espulsa dal campo profughi ed il suo appartamento è stato chiuso. Leaders ed attivisti del campo profughi hanno affermato che l’Olocausto è un “problema politico” e che la partecipazione dei bambini al concerto rappresentava “una questione pericolosa” in quanto si contrapponeva alla identità culturale e nazionale palestinese. “Elementi sospetti” si celavano dietro questa vicenda allo scopo di sminuire l’eroismo dei residenti del campo profughi durante l’invasione israeliana del 2002. Il portavoce di diversi gruppi politici del campo, Ramzi Fayad, ha condannato questo evento affermando che esiste una ferma opposizione a qualsiasi forma di normalizzazione con Israele. http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90