Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Mira Awad, arabo-israeliana che canta con l'ebrea Noa si attira le ire dei fanatici palestinesi e arabo-israeliani
Testata: Il Giornale Data: 16 gennaio 2009 Pagina: 15 Autore: Rolla Scolari Titolo: «Rivolta contro la diva tv: «Non cantare con un’ebrea»»
Da pagina 15 del GIORNALE del 16 gennaio 2009, l'articolo di Rolla Scolari "Rivolta contro la diva tv: «Non cantare con un’ebrea»"
«La vita è troppo breve e non c'è tempo per affannarsi e combattere, amici, we can work it out, possiamo trovare una soluzione», cantavano i Beatles molto tempo fa e cantavano assieme nel 2002 Noa e Mira Awad, la prima cantante ebrea israeliana, la seconda cantante e attrice arabo-israeliana, di religione cristiana. Ora la guerra a Gaza rischia di dividere il duo. Negli anni della Seconda Intifada le due artiste apparivano in un video e ai loro visi si alternavano le ambulanze della Magen David Adom, l'equivalente della Croce rossa israeliana, accorse sui luoghi di diversi attentati. Oggi sono al centro di una polemica poco artistica e molto politica. Sono state appena scelte dall'Autorità di radiodiffusione israeliana per rappresentare il Paese all'Eurovision, festival musicale internazionale cui partecipa un cantante o un gruppo per ogni nazione. In Israele, i giovani impazziscono per l'evento e non c'è artista che non ambisca a un tale palcoscenico. Noa e Mira, un'ebrea e un'araba, sono state scelte anche per l'implicito messaggio di «pace» e «coesistenza» che simboleggiano. Proprio questo ha fatto infuriare un gruppo di intellettuali palestinesi e arabo-israeliani che hanno spedito una lettera aperta al sito del quotidiano Yedioth Ahronoth chiedendo a Mira Awad di non rappresentare Israele nella competizione internazionale. «Per favore, per i bambini di Gaza e il futuro di ogni bambino di questa terra - arabo o ebreo - non essere complice della macchina assassina», si legge nel documento, che parla di «propaganda israeliana». Tra i firmatari, nomi noti nel mondo del cinema e della canzone israeliano e palestinese: Amal Murkus è una cantante e attrice, nota femminista che ha preso posizioni dure contro i fondamentalisti islamici che si sono in passato opposti alle sue performance: Mohammed Bakri è il regista del contestato documentario «Jenin Jenin» sull'operazione israeliana nella città della Cisgiordania, nel 2002; Nizar Hassan è un regista e professore in un'università israeliana che ha fatto recentemente parlare di sé rifiutandosi di tenere una lezione quando uno studente entrò con l'uniforme di Tsahal; Yael Lerer è un editore ebreo israeliano che traduce letteratura araba in ebraico... Le due cantanti non rilasciano dichiarazioni, parla il loro produttore, Ofer Pesenzon: «Chi parla di propaganda può vivere con il suo odio. Noi andremo avanti con il dialogo».
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