Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Provate voi a vivere sotto i missili di Hamas una voce fuori dal coro sul giornale di Ezio Mauro
Testata: La Repubblica Data: 31 dicembre 2008 Pagina: 4 Autore: Francesca Caferri Titolo: «Provate voi a vivere sotto i missili di Hamas»
Su REPUBBLICA di oggi, 31/12/2008, a pag. 2-3-4 i servizi sulla guerra di Israele contro Hamas. Naturalmente il tono di tutti i servizi è quello di sempre sul giornale diretto da Ezio Mauro e di proprietà dell' Ing. Carlo de Benedetti. Molta attenzione alle condizioni nelle quali si trova lapopolazione a Gaza, mai che si evidenzi che le responsabilità è di Hamas. Il servizio sul vertice di Parigi è di Anais Ginori, una firma specializzata in sogtilità verso Israele. Marco Ansaldo rigira la solita frittata di Gaza " senza viveri nè luce ", " colpiti ancora i civili ", senza dire però qual'è la tecnica di Hamas, ben contento di poter sbandierare in tutto il mondo immagini di morti ammazzati. In contro tendenza, a pg.4, un servizo di Francesca Caferri, dal titolo " Provate voi a vivere sotto i missili di Hamas ". Chissà se Ezio Mauro gli darà un'occhiata. Ecco il pezzo di Francesca Caferri:
DAL NOSTRO INVIATO ASHKELON - Al centro commerciale Kutsot, il più grande di Ashkelon, sembra un giorno festivo: negozi chiusi, luci spente, scala mobile bloccata. L´unico segno di vita arriva dall´ascensore: un paio di mamme lo usano come giostra per far calmare bambini nervosi. Due giri nella cabina trasparente e poi via di corsa. «Vorremmo andarcene tutti - commenta Eti, commessa della farmacia, l´unico esercizio aperto - ma noi non possiamo». È una calma carica di tensione quella che si respira in questa città israeliana il cui limite meridionale dista solo sette chilometri da Gaza. Dall´inizio dell´operazione «Piombo fuso», non è passato giorno senza che razzi Qassam provenienti dalla Striscia colpissero la città. Due giorni fa all´ospedale è arrivato il primo morto: un operaio arabo-israeliano ferito dalle schegge del missile che ha colpito il cantiere dove stava lavorando. Ashkelon, come Sderot e Ashdod, è il fronte israeliano dell´operazione contro la Striscia: finora il fuoco dei cacciabombardieri non è riuscito a fermare i missili - obiettivo per cui l´operazione è stata ufficialmente lanciata - anzi, più Tsahal (l´esercito) si accanisce su Gaza, più Hamas risponde con lanci contro obiettivi israeliani. Il bilancio per ora è di quattro morti. Ma l´ampliamento del raggio dei missili - località come Ashdod, a 35 chilometri da Gaza, Yavneh e Kiryat Malachi non erano mai state raggiunte prima - preoccupa molto le autorità: le scuole e tutte le attività non essenziali in un raggio di 40 chilometri dal confine sono state chiuse. Il provvedimento riguarda anche il calcio: campionato ed allenamenti sospesi fino a nuovo ordine. Gli stadi saranno messi a disposizione dell´esercito per essere usati come basi per i militari o campi di atterraggio per elicotteri. «Viviamo sotto costante minaccia - dice il sindaco Benny Vaknin - e il mondo ci accusa. Ma che reazione vi aspettereste dal governo voi italiani se migliaia di razzi colpissero per anni Roma e le città intorno?». Vaknin è l´unico rimasto negli uffici del comune. Tutta l´amministrazione si è trasferita in un bunker sotterraneo: piccole stanze dove un centinaio di persone si muovono concitate. Nella sala principale c´è un enorme schermo con una mappa interattiva della città: i punti verdi sono quelli colpiti negli ultimi due anni, quelli rossi quelli di quest´ultima crisi. «Usiamo le ultime tecnologie disponibili per proteggerci - spiega Alan Marcus, direttore dell´ufficio strategico - i sistemi montati sui palloni aerostatici registrano ogni razzo in partenza, calcolano la traiettoria e se è diretto qui immediatamente scatta la sirena in tutta la città: ci sono 30 secondi per raggiungere un rifugio». Non tutti fanno in tempo: ieri è morta una donna ferita due sere fa ad Ashdod, era caduta mentre scendeva dalla macchina e le schegge l´hanno colpita. L´apparato tecnologico di Ashkelon stride con i racconti che arrivano dalla Striscia, dove non ci sono bunker né telecamere a proteggere i civili. Ma la responsabilità, spiega Anat Wienstein, portavoce della municipalità, è di Hamas. «Hanno costruito tunnel per le armi invece che rifugi per la loro gente. Sono terroristi: noi siamo loro ostaggio da anni. E un incubo che deve finire». Riuscirà «Piombo fuso» a far cessare gli incubi di Anat e di tutta Ashkelon? «Non credo. Niente fermerà Hamas», risponde Ela, 20 anni, arrivata dalla Russia in Israele con i genitori quando di anni ne aveva due. «Oggi vorrei solo scappare». Il dottor Roff Ron Lobel, vicedirettore dell´ospedale di Ashkelon, non la pensa così: vive a 300 metri dal confine e non ha intenzione di andarsene. Ma in questi giorni ha un solo obiettivo: essere pronto al peggio. «Siamo la struttura medica più vicina alla Striscia. Se partirà l´offensiva di terra i militari feriti saranno portati qui». Per questo l´ospedale ha dimesso i pazienti meno gravi e messo letti di emergenza anche nei corridoi. Il dottor Lobel è stato in contatto fino alla scorsa settimana con i colleghi di Gaza: «Eravamo in ottimi rapporti - dice - ma ora tutto sarà diverso: non mi aspetto di ricevere loro notizie per parecchio tempo».
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