Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Tornano i sabati dei bruciabandiere di Dimitri Buffa
Testata: L'Opinione Data: 29 novembre 2008 Pagina: 2 Autore: Dimitri Buffa Titolo: «Tornano i sabati dei bruciabandiere»
"Tornano i sabati dei bruciabandiere", è il titolo dell'articolo di Dimitri Buffa su L'OPINIONE di oggi, 29/11/2008, a pag.2. Dello stesso Buffa, il commento "Essere ebreo oggi ", scritto per i nostri lettori.
Ci si noterà di più se le bruciamo o se non le bruciamo le bandiere di Israele nella nostra marcia dell¹ennesimo sabato pro Palestina? Mentre il mondo tiene il fiato sospeso per questa nuova ondata di terrorismo islamico in India e nel continente asiatico, incuranti delle parole di condanna venute da Gerusalemme dove si trovava in visita ufficiale da parte del Capo dello stato Giorgio Napolitano contro chi nega a Israele il diritto di esistere, oggi i militanti del Forum Palestina preparano per la capitale l¹ennesimo sabato di disagio. Sprezzanti del ridicolo in un comunicato fanno capire di non sapere ancora bene se bruciare o meno le bandiere con la Stella di Davide perché ³se lo facciamo i giornali scrivono per dire che siamo dei criminali anti semiti ma se non lo facciamo allora non scrivono niente². E allora? Il dilemma amletico sarà sciolto solo dopo che il corteo avrà attraversato Roma che, dopo i disordini di venerdì per gli studenti, oggi si dovrà sorbire questi pseudo amici del futuro stato palestinese. In queste ore gli sciamannati stanno prenotando i pullman e i treni da Milano, Bologna, Firenze, Pisa, Napoli, tutti ovviamente pagati da Pantalone. Mentre altri verranno dalla Puglia e dalla Sardegna , non avendo niente da fare nella vita, per partecipare alla manifestazione nazionale per i diritti del popolo palestinese che si terrà sabato 29 novembre in occasione della Giornata internazionale di solidarietà con la Palestina decretata dalle Nazioni Unite. La manifestazione concluderà la Campagna ³2008 anno della Palestina² con l¹obiettivo di "impedire la liquidazione della questione palestinese in occasione dei sessanta anni dalla Nakba" ed ha visto tra le altre iniziative il fallito boicottaggio della Fiera del Libro di Torino ³dedicata a Israele ma negata alla memoria storica dei palestinesi². La manifestazione intende denunciare anche ²La sistematica omissione della questione palestinese, che rivela la complicità politica, militare, diplomatica dei governi italiani con l¹occupazione israeliana e l¹apartheid contro i palestinesi² resa più grave - secondo i promotori - anche "dalla visita di Napolitano e di 300 imprenditori italiani in Israele mentre si aggrava l'assedio dei palestinesi rinchiusi a Gaza". Questa omissione - dicono gli organizzatori - "sembra riguardare anche le manifestazioni di solidarietà con il popolo palestinese che vengono completamente ignorate se pacifiche ma amplificate e criminalizzate se bruciano bandiere". Per la cronaca il corteo partirà alle ore 15.00 da Piazza della Repubblica e si concluderà a Piazza Venezia due ore dopo con gli interventi di vari esponenti della Campagna "2008 anno della Palestina". Tra i promotori anche Baha Hussein giovane palestinese proveniente da Gaza e Kassem Ayna coordinatore delle ong palestinesi nei campi profughi in Libano. Posti deputati al reclutamento dei futuri kamikaze islamici. Non mancherà la festa il prete dinamitardo Hylarion Capucci che parlerà, chissà perché lui che è melchita, a nome delle comunità palestinesi in Italia. In testa al corteo ci sarà anche uno striscione particolare dedicato allo scomparso giornalista del Manifesto Stefano Chiarini: ³Ciao Stefano, siamo qui. Per la Palestina, come sempre². Insomma la solita accozzaglia di reduci del rivoluzionarismo militante che non si sono accorti che nel frattempo il futuro stato palestinese si è scisso in due, con Gaza sotto il controllo militare dei terroristi islamici di Hamas. E dell¹Iran. Per l¹occasione è stata approntata una gigantesca chiave tesa a indicare il diritto al ritorno per i profughi palestinesi. Se aspettano questa banda di sfigati per far valere i propri diritti, viene solo da dire loro ³poveri palestinesi².
ESSERE EBREI OGGI
Oggi come negli anni ¹30 essere ebrei è molto pericoloso. Per carità a Mumbay ne sono morti oltre 200 di ogni credo, razza e religione. Però quello che più mi ha colpito è stata la spietatezza con cui hanno ucciso il rabbino, la moglie e gli altri quattro ebrei dell¹albergo in cui erano asserragliati. E come questa cosa sia qccettata per normale: erano ebrei non avevano scampo in partenza. Diciamocela tutta, l¹islam del fanatismo oggi è il nuovo nazismo. Se ne è accorto anche Alfonso Gianni di Rifondazione che si domanda se mai qualcuno scenderà in piazza per questi morti. Per adesso dovremo accontentarci dell¹odierno corteo pro Palestina di Roma dove si bruceranno probabilmente le bandiere israeliane, cioè dello stato cui appartenevano i sei trucidati a Mumbay.
Dimitri Buffa, per i lettori di Infromazione Corretta.
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