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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Avvenire Rassegna Stampa
19.11.2008 Cacciare i cristiani dall'Iraq
è l'obiettivo di Al Qaeda

Testata: Avvenire
Data: 19 novembre 2008
Pagina: 5
Autore: Lorenzo Fazzini
Titolo: «In Iraq non c’è posto per gli infedeli cristiani»

 Da pagina 5 di AVVENIRE del 19 novembre 2008 riportiamo l'articolo di Lorenzo Fazzini : "In Iraq non c’è posto per gli infedeli cristiani":

« N on c’è posto per i cri­stiani tra i musulmani in Iraq». Nuova, pesan­te minaccia dei terroristi fondamen­talisti di al- Qaeda contro i cristiani i­racheni, già provati da attentati, as­sassini e la conseguente emigrazione, violenze che hanno dissanguato la piccola comunità presente nel Paese tra il Tigri e l’Eufrate, un tempo il 3 per cento dell’intero popolo irache­no, oggi ridotta a meno della metà.
  Ieri il quotidiano arabo
Al- Ittihad ha pubblicato sul suo sito internet una lettera minatoria di Ansar al- Islam, un gruppo terroristico affiliato alla rete di Ossama Benladen. La missiva – ricevuta da un alto rappresentante della comunità cristiana presente in Iraq – ordina ai cristiani di lasciare il Paese minacciando pesanti ritorsio­ni sul modello di quanto avvenuto a Mosul dove – solo nell’ultimo mese – si sono verificati almeno 22 omicidi di cristiani e circa 2mila famiglie cri­stiane sono fuggite per evitare gli at­tacchi degli integralisti islamici.
  Nella lettera minatoria – segnala l’a­genzia

  Aina
– il « Segretariato gene­rale della Brigata islamica » afferma di « aver deciso di rivolgere l’avverti­mento finale agli infedeli cristiani crociati » . Il documento intima « di la­sciare, completamente e in maniera definitiva, Baghdad e le altre provin­ce » irachene e « raggiungere Papa Be­nedetto XVI e i suoi seguaci che han­no calpestato i simboli più grandi dell’umanità e dell’islam » . Ansar al­Islam, inoltre, dichiara che « da oggi non c’è posto per voi, cristiani infe­deli, tra i credenti musulmani in I­raq. Le nostre spade si rivolgeranno su di voi così come successo ai cri­stiani che vivevano in Mosul. Allah ce n’è testimone » .
  Che il paragone venga fatto con Mo­sul non è un caso: tale città è diven-
tata l’epicentro delle violenze anti­cristiane in questi ultimi tempi. Se qui nel 2003 ( prima dell’invasione a­mericana e dello scoppio del terrori­smo islamista) i cristiani erano 25 mi­la, oggi sono ridotti a 5mila. Solo nel­le ultime 4 settimane si sono contati almeno 22 morti; le ultime, le due so­relle, Lamyaa Sabih e Walaa, cattoli­che rito siriaco molto note nella zo­na – avevano lavorato per l’ammini­strazione statale locale –, uccise il 12 novembre nel quartiere residenziale di Alquahira, zona nord della città.
  Quest’ultimo fatto di sangue ha get­tato nello sconforto la comunità cri­stiana locale: negli ultimi tempi le in­sistenti segnalazioni delle autorità governative sul miglioramento delle condizioni di sicurezza avevano con-
vinto 500 famiglie esuli a far ritorno a Mosul. Padre Bashar Warda, retto­re del St. Peter’s Seminary di Erbil, ha dichiarato alla sezione inglese di Aiu­to alla Chiesa che soffre che « molti pensano di lasciare di nuovo Mosul. Il governo sta cercando di dire che la città è di nuovo sicura, e poi succe­dono fatti come l’omicidio delle due sorelle cattoliche … » .
  Intanto si registra una notizia positi­va: dopo oltre un anno e mezzo, l’e­sercito degli Stati Uniti ha restituito alla Chiesa cattolica la sede del Babel College, l’unica Facoltà di Teologia cristiana esistente in Iraq, situata nel quartiere di Dora, a Baghdad, zona a maggioranza cristiana. Il College era stato trasformato in una base milita­re
americana.

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