Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
In Somalia, dopo la mostruosa lapidazione pubblica di una ragazza accusata di adulterio, nel sud del paese controllato dalle Corti islamiche, una mezza dozzina di attentati suicidi ha provocato numerose vittime nel nord e nel centro, compresi dipendenti dell’Onu, per dimostrare che il terrore islamista è in grado di colpire ovunque. Intanto le coste della Somalia diventano santuari della pirateria che minaccia una delle rotte commerciali e petrolifere più importanti del mondo. E’ evidente che la Somalia, assieme al Sudan, rappresenta la più importante zona d’insediamento del terrorismo di al Qaida in Africa, con l’aggravante che, mentre sul Sudan, seppure sporadicamente, si fa sentire una pressione internazionale, la Somalia è stata abbandonata a se stessa quando l’azione militare dell’Etiopia, che aveva evitato il completo dominio delle Corti islamiche, non è stata sostenuta dalle cancellerie. Sul piano economico l’unica potenza dinamica in Africa è quella cinese, che non ha alcun interesse a creare problemi ai potentati locali per il fatto che anch’essi non rispettano i diritti umani. In occidente solo la Francia ha mostrato a tratti una certa capacità di iniziativa, che ha ottenuto importanti successi difensivi, per esempio in Ciad. L’Unione africana non conta nulla e non riesce a sedare le guerre tribali che sconvolgono l’area subsahariana, a cominciare dal Congo, e non è certamente in grado di intervenire efficacemente in Somalia. Tutti i ritardi che si accumulano oggi, e che danno vantaggi al fondamentalismo islamico, al terrorismo internazionale e alla pirateria, saranno pagati domani con gli interessi. Come ha dimostrato l’operazione etiope, in realtà la capacità militare dei fanatici della sharia è tutt’altro che irresistibile. Ma se si permetterà che essa si radichi sul territorio e stringa i legami col terrore internazionale e con la pirateria, sconfiggerla diventerà sempre più difficile e costoso. In questa situazione una protesta verbale per le vittime dell’Onu è davvero troppo poco.
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