Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Testata: Il Foglio Data: 11 ottobre 2008 Pagina: 3 Autore: La Redazione Titolo: «Però ci sono buone notizie dall'Iraq»
Dal FOGLIO di oggi, 11/10/2008, a pag.3, un editoriale che aggiorna sulla situazione in Iraq.
Tutto il mondo batte i denti sull’orlo della crisi finanziaria, tranne la piccola Borsa di Baghdad. Aperta soltanto tre giorni a settimana, con uno scambio ridotto perché l’economia nazionale è in convalescenza, l’Iraq Stock Exchange ha però un indice in crescita costante da un mese – proprio mentre gli altri mercati finanziari affondano – e nell’ultima sessione ha guadagnato cinque punti percentuali. E’ il segno che spendere soldi nelle imprese del nuovo Iraq – nel cui sottosuolo scorre petrolio denso e reale – presenta ormai meno incognite e rischi minori che giocare sul mercato dei derivati a New York, magari secondo i consigli delle defunte banche d’investimenti. Intanto il governo di Baghdad ha appena siglato un megacontratto con General Electric, Siemens e altre compagnie occidentali per la costruzione di centrali elettriche e per colmare così il deficit energetico del paese. In realtà il contratto era pronto da tempo, ma congelato in attesa che le condizioni di sicurezza migliorassero. Ora, a dispetto degli attentati sporadici, non ci sono più impedimenti e gli iracheni potranno infine ricevere gli 11 mila megawatt di cuiancora hanno bisogno per uscire dall’epoca dei black out e dei razionamenti. Un’altra buona notizia arriva dal sud sciita, da Bassora. A marzo la città è stata teatro di combattimenti furiosi tra esercito e milizia del Mahdi, gli ultimi scontri su larga scala nel paese. Oggi la capitale commerciale dell’Iraq è pacificata e in via di ricostruzione. L’amministrazione vuole restaurare anche il cimitero ebraico locale e dichiararlo “monumento culturale”. Bassora, “la Venezia del medio oriente”, è stata un grande porto medievale e ha avuto una comunità ebraica fiorente: contava decine di migliaia di membri, era famosa per aver costruito il quartiere più bello della città e per avere gli artigiani con più talento e i mercanti più avventurosi. L’arabo Ahmad al Yasseri guida la campagna per la restaurazione e spiega che nel caos seguito alla cacciata di Saddam “sono state costruite 62 case abusive sul terreno del cimitero, e ora saranno rimosse”. In Europa i cimiteri ebraici sono bersaglio per le profanazioni antisemite; in Iraq, a pochi chilometri dalla frontiera con l’Iran antisionista e proatomico, sono luoghi riveriti.
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