Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Contro l'indifferenza la difesa del valore della memoria
Testata: Corriere della Sera Data: 27 settembre 2008 Pagina: 64 Autore: Paolo Foschini Titolo: «Binario 21, Memoriale della Shoà»
Sul CORRIERE della SERA di oggi, 27/09/2008, a pag.64, nella cronaca di Milano, un articolo di Paolo Foschini su "Binario 21", il memoriale della Shoà all'interno della stazione centrale.
Binario 21, Memoriale della Shoah Segre: no al rischio indifferenza
Cerimonia alla Stazione. De Bortoli: un luogo per ricordare e riflettere
Entro il 2011 in Stazione settemila metri quadri di testimonianze, nomi, libri e ricostruzioni storiche L'impegno della «memoria » contro «l'Indifferenza», origine più profonda del Male in ogni tempo e insidia in realtà mai sconfitta: la stessa che in un passato non così lontano portò molti italiani a «voltarsi dall'altra parte» mentre da Milano partivano i treni per Auschwitz, e che oggi consente loro di «continuare a fare il bagno mentre due bambine rom annegano». Liliana Segre, ormai una delle ultime sopravvissute a quei viaggi della morte, sintetizza così le ragioni del «Memoriale della Shoah»: settemila metri quadri di testimonianze, nomi, libri, ricostruzioni storiche e «spazi di riflessione» che sorgeranno entro il 2011 nei sotterranei della Stazione Centrale in corrispondenza di quel Binario 21 da cui, il 30 gennaio 1944, 605 ebrei milanesi furono avviati a morire «per la colpa di essere nati». Tra i promotori della Fondazione costituita l'anno scorso per tradurre l'idea in realtà ci sono, oltre naturalmente alla Comunità ebraica milanese, quella di Sant'Egidio e poi Regione, Provincia, Comune. Una iniziativa, ha detto il governatore Roberto Formigoni, per «rendere visibile ciò che era stato occultato». Dal Binario 21, fra il '44 e il '45, di treni della morte ne partirono quindici. «Un luogo sacro — lo ha definito l'amministratore delegato del Gruppo Fs Mauro Moretti — che diventerà un punto di ricordo e riflessione». «E che richiederà a coloro che lo visiteranno — ha aggiunto il presidente della Fondazione, Ferruccio de Bortoli — una partecipazione attiva». «Perché per combattere l'indifferenza — chiarisce Alfonso Arbib, rabbino capo di Milano — la Shoah non può essere chiusa in un museo ma deve restare insegnamento vivo e quotidianamente tradotto nel mondo contemporaneo». Il progetto degli architetti Eugenio Gentili Tedeschi e Guido Molpurgo prevede una parte «memoriale» vera e propria — una «Sala delle testimonianze» con volti e storie raccontate dai sopravvissuti, filmati delle deportazioni e dello sterminio, evocazioni dei vagoni della morte, un muro intero con tutti i 605 nomi partiti per Auschwitz quel giorno — ma anche un «Laboratorio della Memoria »: con una biblioteca vastissima, un archivio di documenti, bookshop, un auditorium per eventi e dibattiti, uno spazio per mostre e iniziative varie. Per trasformare i visitatori, una volta usciti, in altrettanti testimoni. Paolo Foschini Ricordo Il Binario 21 in Stazione. Nel tondo, Ferruccio de Bortoli
Oggi la disattenzione al dramma degli ebrei è ancora più insidiosa
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