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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Rassegna Stampa
18.09.2008 Meglio tardi che mai
u.d.g. e il suo quotidiano scoprono le violazioni dei diritti umani in Libia

Testata:
Autore: Umberto De Giovannangeli
Titolo: ««40 anni di potere assoluto, ecco la Libia dei diritti negati»

L'argomento può essere utilizzato per criticaere il governo ( a buon diritto del resto). Così L' UNITA' , per condannare il patto Italia-Libia, scopre i crimini della dittatura di Gheddafi e rilancia una denuncia del Partito Radicale.
Meglio tardi che mai, purché si continui su questa strada e non si torni a chiudere gli occhi non appena dovesse tornare ad essere un governo di centro-sinistra a trattare e fare accordi con Gheddafi .

Ecco il testo:

Vederci chiaro in un Trattato dai lati oscuri. Il Trattato tra Italia e Libia. L’Unità ne aveva segnalato le contraddizioni. Ora l’esigenza di chiarezza viene rilanciata dal Partito radicale e da «Nessuno tocchi Caino». «In quarant’anni di potere assoluto, il regime del Colonnello Gheddafi si è caratterizzato per la persecuzione di ogni forma di dissenso politico, per la repressione sistematica delle libere opinioni individuali e delle associazioni non riconosciute dal regime, per l’assenza assoluta di organi di stampa indipendenti, per l’incarcerazione o la sparizione degli oppositori politici, per il ricorso a tribunali segreti e la tenuta di processi a porte chiuse, per la pratica della tortura e della pena di morte». È quanto si legge nel dossier «I Diritti Umani secondo Gheddafi. Con chi l’Italia ha stretto un Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione» che Nessuno tocchi Caino e il Partito Radicale hanno presentato ieri in una conferenza stampa al Senato. «Chiediamo che il ministro Franco Frattini riferisca in Parlamento sui contenuti del recente accordo fra Italia e Libia, siglato ad agosto fra il premier Berlusconi e il leader libico Muammar Gheddafi», ha chiesto il senatore radicale Marco Perduca nel corso della conferenza a cui hanno partecipato anche i parlamentari radicali Elisabetta Zamparutti e Donatella Poretti, il segretario di Nessuno tocchi Caino Sergio D’Elia e il presidente dell’Associazione Italiana per i Rapporti Italo-Libici Leone Massa. «Ci sono aspetti del trattato - ha proseguito Perduca - che non sono noti nè all’opinione pubblica, nè al Parlamento,che pure dovrà ratificarlo visto che si tratta di un trattato internazionale». Elisabetta Zamparutti, deputata radicale, ha sottolineato che «nel 2007, in Libia, sono state messe a morte almeno 9 persone, tra cui 4 nigeriani. Nei primi due mesi del 2008 erano già state effettuate 6 esecuzioni, di cui cinque di cittadini stranieri». Inoltre, per Zamparutti, «la Libia ha risolto alla sua maniera, ricattatoria ed esosa, quello che possiamo definire un caso internazionale di “prezzo del sangue” che ha coinvolto le cinque infermiere bulgare e il medico palestinese condannati a morte con la falsa accusa di aver infettato col virus HIV 426 bambini: un caso che si è risolto solo con un indennizzo di milioni di euro versati alla Libia». «Con questo regime - ha rilevato D’Elia - l’Italia ha siglato un patto oneroso economicamente per il presente e per il futuro, ma lo scandalo più grave è che nè l’opinione pubblica nè il Parlamento italiani nè i partner dell’Unione europea e i Paesi alleati nel patto atlantico siano stati informati dell’iniziativa bilaterale e degli effettivi contenuti dell’accordo, in particolare degli impegni circa le basi Nato, che non poche implicazioni avrebbero nel sistema di alleanze e vincoli internazionali del nostro Paese». Su questa vicenda, i parlamentari radicali eletti nelle liste del Pd hanno presentato sia alla Camera che al Senato una interpellanza urgente al Governo.

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