Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Il Libano nelle mani di Hezbollah gli Stati Uniti forniranno comunque nuove armi all'esercito ?
Testata: Il Foglio Data: 07 agosto 2008 Pagina: 3 Autore: la redazione Titolo: «Petraeus in missione»
Da IL FOGLIO del 7 agosto 2008:
Il generale Petraeus è atterrato ieri a Beirut. Responsabile fino all’autunno delle operazioni in Iraq, il generale ha discusso con le autorità libanesi nuove e moderne forniture per il loro esercito. Ma due giorni fa il governo libanese, in cui Hezbollah gode del diritto di veto, ha adottato una mozione che vanifica la risoluzione 1.701 dell’Onu e lo stesso senso della missione Unifil. Il nuovo governo Siniora, infatti, all’unanimità, “ha riconosciuto il diritto di Hezbollah a resistere con le armi per liberare i territori libanesi sotto controllo israeliano” (il lembo di terra delle Fattorie di Sheba). Da notare che i quattro ministri cristiani si sono astenuti perché la maggioranza ha bocciato la proposta che le attività belliche di Hezbollah fossero “sotto l’ala dello stato”. Dunque, non solo nessun disarmo di Hezbollah, ma sua piena legittimazione come esercito privato, con mandato del governo ad agire al di fuori di ogni catena gerarchica istituzionale. La novità è drammatica, la legittimazione del braccio armato degli ayatollah iraniani in Libano è totale, ed è radicale il cedimento all’egemonia di Hezbollah da parte di Siniora, dei drusi e del movimento del 14 marzo. In questo nuovo contesto, è ben improbabile che Petraeus – che ha incontrato il presidente Suleiman – porti a termine le promesse ribadite ancora ieri di forniture all’esercito libanese. Cresce in medio oriente – e non solo in Israele – il timore di un nuovo conflitto libano-siro-israeliano, su diretta ispirazione di un Iran che, dopo la riunione del 5+1 di ieri, sa di essere alla stretta decisiva sul nucleare.
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