Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Fuga da Gaza in Israele, e ritorno la cronaca di Davide Frattini
Testata: Corriere della Sera Data: 04 agosto 2008 Pagina: 14 Autore: Davide Frattini Titolo: «Palestinesi, lo scontro continua Hamas processa i nemici fuggiti»
Dal CORRIERE della SERA del4 agosto 2008, la cronaca di Davide Frattini:
GERUSALEMME — Il clan degli Hilles è tra i pochi che hanno potuto rimanere armato. Fino a sabato. Quando Hamas ha deciso di colpire la roccaforte della famiglia legata al Fatah (11 morti, oltre 100 feriti) e centottanta miliziani del gruppo sono fuggiti in Israele, verso la Cisgiordania. «Adesso che i fondamentalisti hanno consolidato il potere, gli Hilles non sono più utili», spiega Avi Issacharof sul quotidiano israeliano Haaretz. «Siamo tanti e potenti, Hamas non vuole persone influenti nella Striscia di Gaza», commenta Ahmed, il capo-clan. Sul destino degli Hilles, il presidente Abu Mazen e il primo ministro Salam Fayyad hanno cambiato idea. Sabato il raìs della Muqata ha chiamato Ehud Barak, ministro della Difesa israeliano, perché lasciasse entrare i fuggitivi. La richiesta è in qualche modo caduta e trentadue palestinesi (sui centottanta che hanno passato il confine) sono stati rimandati indietro. Passata la frontiera, sono stati fermati per essere interrogati dalla forza esecutiva di Hamas. «Abbiamo avuto rassicurazioni sulla loro sicurezza da un mediatore straniero », ha spiegato una fonte dell'esercito israeliano alla France Presse. Il «mediatore straniero » sarebbe l'Egitto e soprattutto il capo dell'intelligence Omar Suleiman. Dopo aver negoziato il cessate il fuoco tra Israele e Hamas, stava lavorando alla ripresa del dialogo tra le fazioni palestinesi. Il governo fondamentalista è convinto che gli Hilles stiano nascondendo i sospetti e i ricercati per l'attentato di dieci giorni fa sulla spiaggia, che ha ucciso cinque uomini delle Brigate Ezzedin Al Qassam e una bambina. «Se sono scappati, vuol dire che sono colpevoli», commenta Sami Abu Zuhri, tra i portavoce del movimento. «Quelli che hanno infranto la legge subiranno un'inchiesta e se sono colpevoli, verranno condannati ». Le violenze tra i due gruppi palestinesi sono ricominciate, pochi giorni dopo l'appello di Abu Mazen all'unità nazionale. Gli scontri tra Fatah e Hamas stanno rivelando divisioni al loro interno. Ahmed Hilles ha accusato l'(ex) uomo forte di Gaza, Mohammed Dahlan, per i nuovi disordini, anche se tutt'e due dovrebbero essere fedeli al presidente. Nella Striscia di Gaza, raccontano che la bomba alla spiaggia potrebbe essere il segnale di una faida dentro all'ala militare di Hamas, per il controllo dell'esercito e della strategia da tenere verso Israele.
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