mercoledi` 21 gennaio 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



Clicca qui






Il Foglio Rassegna Stampa
30.07.2008 Al Qaeda ha condannato a morte il re saudita Abdallah.
per aver invitato alla Conferenza di Madrid il rabbino David Rosen

Testata: Il Foglio
Data: 30 luglio 2008
Pagina: 2
Autore: la redazione
Titolo: «La condanna a morte del re saudita»

Da Il FOGLIO del 30 luglio 2008:

Vogliono far nascere una nuova religione sulla penisola araba che è quella dell’avvicinamento tra le religioni”. E’ con queste parole che il numero tre di al Qaida, Abu Yahya al Libi, ha invitato i fedeli musulmani a uccidere il re saudita Abdallah. Il messaggio sui forum jihadisti è accompagnato da una fotografia del monarca custode dell’islam e Benedetto XVI. La colpa di Abdallah è anche quella di aver invitato un rabbino israeliano, David Rosen, alla conferenza sul dialogo di Madrid. Fa sul serio il re saudita contro i fiori velenosi dell’ideologia terrorista? E’ un classico caso dove la forza delle posizioni si misura dall’intensità del rigetto. L’Economist ha dedicato un ottimo reportage al modello saudita contro il terrorismo. Manca molto prima di poter affermare che gli ulema wahabiti hanno abbandonato la cultura della compiacenza che li ha distinti prima e dopo l’11 settembre. Ma la strada è quella buona e va sostenuta. Lo hanno capito i rabbini israeliani e Papa Ratzinger. E’ stato lo stesso al Libi in un recente video a spiegare come l’occidente, quello che non ha rinunciato a combattere il jihad, sia riuscito a isolare al Qaida. “Dando credito ai jihadisti che rinunciano alla violenza; pubblicizzando le atrocità jihadiste sui musulmani; ingaggiando i religiosi musulmani per tacciare come eretici i jihadisti; sostenendo l’islam che enfatizza la politica rispetto al jihad; screditando l’ideologia jihadista ed esponendo le dispute dottrinali fra jihadisti”. E’ un programma di governo dello scontro di civiltà.

Per inviare una e-mail alla redazione del Foglio cliccare sul link sottostante


lettere@ilfoglio.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT