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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Foglio Rassegna Stampa
24.07.2008 Se Obama è sicuro in Iraq è perché Petraeus ha vinto la guerra
un editoriale sulla visita a Baghdad del candidato democratico

Testata: Il Foglio
Data: 24 luglio 2008
Pagina: 3
Autore: la redazione
Titolo: «Il candidato con la camicia»
Da Il FOGLIO del 24 luglio 2008:

"Così metterò fine alla guerra in Iraq”, dice Barack Obama ai giornali. E spiega di avere un piano: ritirare i soldati da Baghdad entro 16 mesi per spedirli a rafforzare il contingente a Kabul, l’altro grande campo di battaglia. Peccato per il candidato democratico che la guerra in Iraq sia già conclusa e sia stata anche vinta. Grazie a una precisa strategia militare alla quale lui si era opposto. Quando il generale Petraeus ha ricevuto dall’Amministrazione Bush il comando delle truppe alla fine del 2006, con l’incarico di riportare sotto controllo il paese infestato dai terroristi sunniti e dai miliziani sciiti, i democratici hanno parlato con fervore di escalation in stile Vietnam e di tradimento del voto popolare, che alle elezioni di mid-term nel novembre 2006 aveva esplicitamente indicato, secondo loro, la via del disimpegno immediato. Oggi Obama, in cerca di credibilità in politica estera, sorvola Baghdad in elicottero con il generale Petraeus. Guardate le foto, mentre ascolta compunto le spiegazioni del comandante, con le cuffie radio, gli occhiali scuri e le maniche della camicia bianca arrotolate. Fino a pochi mesi fa, per ordine di servizio, tutti, Petraeus compreso, erano obbligati a volare con giubbotto antiproiettile e maniche lunghe. I cieli della capitale erano considerati ancora troppo rischiosi. Chiedere al rivale repubblicano, John McCain, che in Iraq ci è andato otto volte e ha girato nei mercati con elmetto e giubbotto antiproiettile e che due giorni fa, commentando la visita di Obama, ha detto: “A suo tempo ho detto che preferisco perdere una campagna politica che una guerra. Sembra che il senatore Obama perderebbe piuttosto una guerra per riuscire a vincere una campagna politica”. Oggi il senatore democratico vola in camicia bianca su un paese mediorientale liberato dall’Amministrazione Bush. E pure la seconda parte del suo piano, rafforzare il fronte in Afghanistan, arriva tardi. Perché crede che la Casa Bianca abbia per tempo nominato il suo cortese compagno di volo, il comandante Petraeus, a capo dell’U.S. Centcom, il comando del Pentagono che dirige tutte le operazioni contro i talebani?

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