Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
La Fiat investe in Iran, ignorando le sanzioni economiche lo denuncia il Jerusalem Post
Testata: La Stampa Data: 11 luglio 2008 Pagina: 15 Autore: la redazione Titolo: «Edicola Notizie dal Medio Oriente»
A pagina 15, La STAMPA dell'11 luglio 2008 pubblica alcune brevi dal Medio Oriente.
La prima riguarda una notizia non verificata, ripresa da un sito web iracheno:
Per attaccare Teheran Aerei israeliani in Iraq Mezzi dell’aviazione israeliana stanno mettendo a punto un attacco all’Iran e atterrano regolarmente di notte nelle basi americane in Iraq di al Assad, vicina alla città di al Haditah, e Ali Bin Taleb di Nassiriya. La notizia è stata diffusa dal sito web iracheno Nahrainnet, vicino agli sciiti.Secondo Ahmadinejad «Con me i generali Usa»
La seconda è una dichiarazione molto poco credibile, ma inquietante, di Ahmadinejad:
Shahab News rilancia le affermazioni del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad che dice di avere dalla sua parte i generali americani. In un video Ahmadinejad, parlando del suo viaggio a Baghdad, riferisce dell’incontro con un comandante militare Usa e il suo vice: «Sono pronti a disubbidire a George W. Bush ».Per la «Siena» in Iran Tel Aviv contro la Fiat
La terza è ripresa dal Jerusalem Post, e merita di essere considerata attentamente
Il «Jerusalem Post» attacca la Fiat. Un articolo di Calev Ben-David spiega che la Fiat Siena verrà prodotta in una fabbrica a Saveh, in Iran, per la prima volta dopo 50 anni. La Siena avrà un sistema dual-fuel capace di andare sia a benzina che a gas. Un’attrattiva per gli iraniani dato che la benzina è un problema per l’Iran. Pur essendo adagiato su un oceano di petrolio, infatti, non ha raffinerie in grado di soddisfare la domanda interna. Per il JP, mentre i missili Shahab non sono forse così potenti come Teheran vorrebbe far credere, investire in Iran in barba alle sanzioni economiche può essere molto pericoloso.
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