Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Il gran muftì saudita contro Al Qaeda un editoriale
Testata: Il Foglio Data: 27 giugno 2008 Pagina: 0 Autore: la redazione Titolo: «Il papa wahabita contro Bin Laden»
Dal FOGLIO del 27 giugno 2008 un editoriale sulla condanna di Al Qaeda da parte capo del Consiglio dei grandi ulema dell’Arabia Saudita.
Buone notizie, certo, ma noi ci chiediamo: la condanna del terrorismo riguarda anche Israele ? O i dotti musulmani sauditi adottano principi diversi verso l'"entità sionista" ? Se fosse così sarebbe sbagliato illudersi: la legittimazione della violenza indiscrimnata contro Israele toglie forza ad ogni condanna di ogni altra violenza indiscriminata. Come ripete Magdi Allam, il riconoscimento del diritto alla vita degli israeliani è il vero test sul quale si misurano sincerità ed efficacia delle condanne del terrorismo.
Ecco il testo:
Quando parla il capo del Consiglio dei grandi ulema dell’Arabia Saudita, la più alta autorità religiosa del paese, tutto il mondo islamico sunnita ascolta. Il gran muftì saudita, Abdulaziz bin Abdullah bin Mohamed Al Alsheikh, nel corso di una riunione tenuta con gli imam del regno saudita presso l’università islamica di Medina, ha denunciato al Qaida e posto un freno teologico alla fomentazione del jihad. Il leader del clero wahabita ha fornito precise raccomandazioni ai colleghi a proposito dei temi trattati durante i sermoni del venerdì nelle moschee. “I vostri discorsi non devono essere bollettini, dovete essere voi stessi di esempio perché molti giovani credono che per andare in paradiso sia necessario andare all’estero a fare il jihad”. Sheikh ha lanciato una fatwa per proibire alla gioventù saudita di dedicarsi alla jihad in terra straniera. “Esorto i miei fratelli Ulema di far conoscere la verità al pubblico e di mettere in guardia la gioventù riguardo alle conseguenze derivanti dall’essere attirati da opinioni arbitrali e dallo zelo religioso che non sia basato sulla conoscenza delle sacre scritture”. Il bersaglio della fatwa era ovviamente Osama bin Laden e la sua ideologia di sangue e distruzione esportata in tutto il medio oriente. Più in generale, è l’intera cupola dell’islam sunnita che si sta rivoltando contro il terrorismo. Sarà ricordata come una delle notizie più importanti di questa metà 2008. I chierici che abbandonano i martiri.
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