Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Barack Obama promette fermezza sull'atomica iraniana quotidiani a confronto
Testata:Il Foglio - Il Manifesto Autore: la redazione - Michele Giorgio Titolo: «Il sionista Obama - Fermeremo l'arma nucleare dell'Iran»
Il FOGLIO, commentando il discorso di Barack Obama all'AIPAC (principale lobby pro-Israele americana), nel quale il candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti ha afferermato "la sicurezza di Israele è sacrosanta. Non è negoziabile. I palestinesi hanno bisogno di uno stato che sia contiguo e coeso e che consenta loro di prosperare, ma qualsiasi accordo con i palestinesi deve prl’identità di Israele come uno stato ebraico, con confini sicuri, riconosciuti e difendibili. E Gerusalemme rimarrà la capitale di Israele e deve rimanere indivisa e "farò ogni cosa in mio potere per prevenire che l’Iran ottenga l’arma nucleare”. Si parte con la diplomazia muscolare, sempre accompagnata da sanzioni e minacce di ritorsioni, mai con il cappello in mano. La minaccia militare non è mai esclusa, perché “a volte non ci sono alternative”. nota che su quest'ultimo punto "un po' di differenza c'è con le cancellerie europee", ma non c'è ne è alcuna con McCain.
Michele Giorgio sul MANIFESTO vede nella determinazione americana e israeliana a impedire un Iran nucleare il fattore di destabilizzazione che potrebbe condurre a una guerra in Medio Oriente. Non lo sfiora il sospetto che siano i piani genocidi degli ayatollah a condurre verso la guerra. L'autodifesa di Israele, per lui, è sempre un'aggressione.
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