Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Per chi pensa di non votare Barack Obama una riflessione di Giovanni Belardelli a sostegno
Testata: Corriere della Sera Data: 31 maggio 2008 Pagina: 41 Autore: Giovanni Belardelli Titolo: «Ma la Shoah per Obama è solo un luogo comune»
SHOAH PER OBAMA È SOLO UN LUOGO COMUNE
Dal CORRIERE della SERA di oggi, 31/05/2008, a pag.41, un pezzo di Giovanni Belardelli, che contiene qualche riflessione per chi ha bisogno di rafforzare il proprio no ad una cadidatura Obama.
Ecco il pezzo:
; Parlando durante il Memorial Day, Barack Obama ha ricordato che un suo zio fu tra i soldati americani che per primi, il 27 gennaio 1945, entrarono nel campo di sterminio di Auschwitz. Un riferimento tanto assurdo (Auschwitz fu liberata dai soldati dell'Armata rossa) potrebbe essere considerato semplicemente come una delle inesattezze e gaffe in cui lo stesso Obama sembra incorrere con una certa frequenza: di recente ha affermato — come ha ricordato Maurizio Molinari sulla Stampa — di aver visitato tutti i «57 Stati» americani. Ma forse questa particolare gaffe relativa allo zio è anche segno di qualcosa d'altro. Forse è espressione della tendenza a citare continuamente la Shoah, a evocarla comunque, a proposito ma anche a sproposito, cui assistiamo da qualche tempo anche in Italia. L'invenzione da parte di Obama di uno zio liberatore di Auschwitz lascia infatti trasparire il desiderio di includere a ogni costo nel proprio curriculum qualcosa che abbia a che fare con lo sterminio degli ebrei, come se la biografia di un politico che si rispetti debba preferibilmente avere almeno lambito, magari solo grazie alle gesta di uno zio, quella che ci appare come la tragedia cardine del Novecento. Dopo che la gaffe di Obama ha fatto il giro degli Stati Uniti e non solo, il suo staff si è affrettato a specificare che comunque uno zio dell'aspirante candidato democratico effettivamente «contribuì a liberare un sotto campo di Buchenwald ». Ma forse un parente che aveva liberato «soltanto » Buchenwald, campo di concentramento ma non di sterminio, originariamente non doveva essere parso del tutto adeguato al curriculum di Barack Obama.
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