Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Persino il filo-iraniano El Baradei non può negare l'evidenza dei fatti Teheran vuole l'atomica
Testata: Corriere della Sera Data: 27 maggio 2008 Pagina: 16 Autore: Guido Olimpio Titolo: ««Teheran mente sul dossier nucleare»»
Dal CORRIERE della SERA del 27 maggio 2008
WASHINGTON — Come previsto, l'Iran continua a prendere in giro la comunità internazionale e a nascondere le sue vere intenzioni sul nucleare. Al punto che persino il «morbido » — nei confronti di Teheran — direttore dell'Aiea, Mohammed El Baradei, è costretto a reagire. Nell'ultimo rapporto dell'agenzia, diffuso ieri a Vienna e presto inoltrato al Consiglio di sicurezza Onu, si afferma che non solo «l'Iran non ha sospeso le attività di arricchimento dell'uranio », ma ha installato nuove centrifughe (che vanno ad aggiungersi alle 3500 in funzione) e proseguito i lavori di costruzione di un reattore di tipo Ir40. Attività svolte in aperta sfida a quanto sollecitato dall'Onu: gli iraniani — come ha confermato lo stesso El Baradei — si sono opposti alle ispezioni sui siti. Per questo, il direttore dell'Aiea ha lanciato «un appello urgente all'Iran» affinché collabori e permetta alla comunità internazionale di accertare la vera natura dei suoi programmi. Teheran, come è noto, sostiene che si tratta di un progetto civile mentre diverse intelligence occidentali ritengono che si tratti in realtà di un piano per arrivare alla bomba. Nel dossier, gli scienziati dell'Aiea condividono i timori — si parla di «serie preoccupazioni» — ma affermano di non avere ancora le prove di un legame tra «presunti studi» condotti dall'Iran in campo missilistico e le ricerche nucleari. Una prudenza che tuttavia non ha impedito a El Baradei di sollecitare gli ayatollah a fornire, senza ritardi, i «chiarimenti e le spiegazioni» richiesti. Il giudizio negativo dell'Aiea sarà sicuramente usato da quei Paesi in Occidente che chiedono nuove sanzioni contro Teheran. Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania e Francia si sono già pronunciati in questo senso e pochi giorni fa anche l'Italia, con il neo ministro degli Esteri Franco Frattini, ha dato la sua adesione alla linea della fermezza. Parole che hanno provocato qualche frecciata da parte iraniana. «Ci aspettiamo reazioni logiche dai Paesi europei e specialmente da Paesi amici come l'Italia», ha affermato il portavoce Mohammad Alì Hosseini che, a riguardo delle sanzioni invocate dagli europei, aveva parlato di posizioni «negative e illogiche». Sempre Hosseini, il 19, aveva invitato l'Italia ad assumere una «posizione più realistica ». Sullo sfondo delle polemiche c'è l'attesa della probabile visita a Roma del presidente Ahmadinejad che dovrebbe partecipare il 3 giugno al vertice Fao. Una presenza che potrebbe creare più di un mal di testa.
Per inviare una e-mail alla redazione del Corriere della Sera cliccare sul link sottostante lettere@corriere.it