Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
La storia di Mohammed Al Dura era una bufala La sentenza del tribunale di Parigi commentata da Dimitri Buffa
Testata: L'Opinione Data: 24 maggio 2008 Pagina: 3 Autore: Dimitri Buffa Titolo: «FRANCE 2 SPUTTANATA SUL CASO DI MOHAMMED AL DURA»
Dimitri Buffa commenta sull'OPINIONE di oggi, 24/05/2008 la sentenza definitiva che il tribunale di Parigi ha emesso a chiusura del caso Al Dura, il ragazzino "morto" tra le braccia del padre, ucciso, era stato scritto, dal fuoco dei soldati israeliani e diventato famoso in tutto il mondo. Non era vero niente, era tutta una montatura del corrispondente di France 2 a Gerusalemme, uno dei tanti giornalisti, sovente pure ebrei (come nel caso di George Enderlin), che invece di svolgere con onestà la loro professione, si sono specializzati nel diffamare Israele. Una democrazia che lascia crescere indisturbati sul suo territorio anche chi la diffama, in nome appunto della libertà dell'informazione. Ci chiediamo, modestamente, se un paese in guerra da sessant'anni, si possa permettere di far finta di niente di fronte a chi danneggia l'immagine dello Stato diffondendo menzogne e propaganda. Non esite solo il caso Enderlin, come i lettori di Informazione Corretta sanno bene. Una domanda che non rivolgiamo, ovviamente, ai nostri lettori. Chi desidera conoscere tutta la storia della mistificazione del caso Al Dura, può entrare nei nostri archivi cliccando il nome di Mohammed Al Dura o Charles Enderlin.
Doveva essere stato ucciso dai proiettili dei cattivissimi soldati israeliani, Mohammed Al Dura. E il suo caso contribuì non poco, dopo il reportage di France 2 quel 30 settembre 2000 a rinfocolare gli odi anti semiti mai del tutto sopiti nella Francia di Chirac. In primo grado nel 2006 il coraggioso reporter indipendente Philippe Karseny che aveva osato mettere in dubbio la ricostruzione filmata degli eventi era stato condannato a pagare 7 mila dollari per avere leso l¹onore dell¹emittente televisiva in questione. Ora però si è trovato un giudice a Parigi. Più precisamente nella corte di appello, che ha completamente ribaltato il verdetto con queste motivazioni: Karseny aveva buoni motivi per mettere in dubbio la ricostruzione dei fatti così come operata dal reporter Charles Enderlin e dal suo cameramen palestinese Talal Abu Rhama. Per cui non solo Karseny non dovrà più pagare quei soldi ma sarà France 2 a doversi accollare le spese di giudizio. Ma quel che è clamoroso è quanto emerso dai fotogrammi del servizio televisivo di Fance 2 non montati nel servizio di quel 30 settembre 2000, data di inizio della seconda Intifada, quella dei terroristi islamici suicidi fatti passare per martiri nella propaganda anti israeliana. Per anni l¹emittente televisiva francese si era rifiutata di renderli noti al pubblico finchè proprio la corte di appello di Parigi non glielo ha imposto. E in essi si vedono semplicemente delle immagini, successive alla presunta morte del bambino a causa di un proiettile sparato da israeliani, in cui il piccolo Mohammed al Dura apre gli occhi e sorride al padre. Una vera e propria messinscena che supera persino le ipotesi sin qui fatte sulla morte di questo ragazzo che alcuni ipotizzavano essere in realtà stato colpito da fuoco amico, cioè da parte di guerriglieri palestinesi che nei disordini di quel giorno apparivano molto ma molto più vicini dei soldati israeliani a dove lui si trovava. Non contenti della sonata presa in appello e del relativo sputtanamento i dirgenti di France 2 hanno deciso di adire la Cassazione francese. E alla stampa hanno consegnato l¹inacidito commento della direttrice delle relazioni con il pubblico Christine de la Vena secondo la quale ³questa storia è vecchia e tutti l¹hanno ormai dimenticata tranne quest¹uomo del processo e un paio di altri che rifiutano di arrendersi, solo in Francia può accadere che così poche persone causino guai così grandi². Già, ma forse solo in Francia può altrettanto succedere che una televisione di stato si presti a montare in maniera così irresponsabile una campagna di odio anti ebraico con un reportage che in realtà sembra essere stato più che altro una fiction della famosa ditta Palestinian Hollywood. O ³Pallywood² come la chiamano gli addetti ai lavori.
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