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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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La Repubblica Rassegna Stampa
27.04.2008 Finalmente un rettore che ragiona
A Bologna negata l'università agli odiatori di Israele

Testata: La Repubblica
Data: 27 aprile 2008
Pagina: 7
Autore: Eleonora Capelli
Titolo: «Bologna,il rettore nega l'incontro con Vattimo»

In un mondo dove a dare esempio di viltà sono le istituzioni, sempre pronte a piegarsi alla violenza dei facinorosi, stupisce la decisione del rettore dell'università di Bologna  Pier Ugo Calzolari, che ha negato l'ateneo a Gianni Vattimo per l'ennesimo raduno di odiatori di Israele. Speriamo che tenga duro,e, soprattutto, che riceva la solidarietà che si merita. Magari, in primis, dalle comunità ebraiche. Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 27/04/2008, a pag.7, la cronaca di Eleonora Capelli, dal titolo " Bologna,il rettore nega l'incontro con Vattimo".

BOLOGNA - L´Università di Bologna chiude le porte al filosofo Gianni Vattimo, invitato dagli studenti a parlare del boicottaggio contro la Fiera del libro di Torino. La facoltà di Lettere non concederà l´aula per l´incontro dal titolo "Boicotta Israele, sostieni la Palestina", in programma martedì prossimo, che avrebbe portato il teorico del pensiero debole a spiegare le ragioni dell´appello contro il salone torinese e la contestata scelta di Israele come paese ospite. «È paradossale boicottare un boicottaggio - commenta Vattimo - è come dire "visto che sei contro il dialogo, non ti do la parola". Si ripete lo stesso copione che ha impedito al Papa di parlare alla Sapienza». Stavolta le parti sono invertite, ed è il rettore dell´ateneo bolognese, Pier Ugo Calzolari, a tracciare il confine attorno agli spazi universitari. «Non metto a disposizione l´Università per operazioni contro qualcosa - dice il rettore, di fronte alla protesta degli studenti che minacciano di occupare Lettere - non posso condividere il boicottaggio alla Fiera del libro. È un´operazione culturale fatta per portare dissenso, non possiamo avallare l´iniziativa di chi sta cercando di mettere in un angolo un Paese con lo strumento della cultura». Un caso scoppiato per un semplice problema organizzativo, quello di reperire un´aula aperta anche la sera per i ragazzi del collettivo di sinistra Cua che avevano chiesto al preside di Lettere di poter organizzare un dibattito martedì alle 21 con Gianni Vattimo. I manifesti che appaiono sui muri della zona universitaria non lasciano dubbi al preside Giovanni Sassatelli. "Boicotta Israele, sostieni la Palestina. Incontro-dibattito sul boicottaggio del salone del libro di Torino e sulla resistenza palestinese. Relatori: Gianni Vattimo, comitato Free Palestine". Il problema di forma, trovare un´altra facoltà con un´aula disponibile anche la sera, si trasforma in questione di sostanza. «Al preside non è stato chiesto di poter organizzare un dibattito - interviene il rettore - ma di dare spazio a un´operazione culturale fatta per portare dissenso. Questa non va a vantaggio neanche delle legittime istanze del popolo palestinese e non può essere ospitata all´Università». Gianni Vattimo, che all´Università è abituato a entrare da professore, non si capacita di questo veto, tanto meno in una città come Bologna, che considera «aperta e tollerante». «Sono scandalizzato, mi sembra un atteggiamento davvero eccessivo - replica il filosofo - su questo tema c´è un´ipersensibilità che non mi spiego. In altri Paesi di cose come queste si discute liberamente, comunque da Bologna, una città dove io ho parlato di procreazione assistita al fianco del ginecologo Carlo Flamigni, proprio non me lo aspettavo. Avrebbero dovuto semplicemente proporci un controrelatore».

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