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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
19.04.2008 Carter, dopo il libro il viaggio da Hamas
legittima il terrorismo, l'aveva già fatto con Khomeini

Testata: Corriere della Sera
Data: 19 aprile 2008
Pagina: 15
Autore: Davide Frattini
Titolo: «Carter incontra Hamas Sfida a Usa e Israele»

Carter incontra Hamas Sfida a Usa e Israele 

Pioggia di critiche: «Legittima i terroristi»

Sul CORRIERE della SERA di oggi, 19/04/2008, a pag.15, il servizio di Davide Frattini sull'incontro di Carter con Hamas.


Il viaggio è stato criticato negli Stati Uniti: «È il riconoscimento a un movimento che invoca il terrorismo»
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
GERUSALEMME — La diplomazia solitaria di Jimmy Carter lo ha portato a incontrare Khaled Meshal, leader di Hamas. L'ex presidente americano è impegnato in un tour del Medio Oriente, un «viaggio studio» — come lo ha chiamato — di nove giorni. Nove giorni per ascoltare e parlare. Con tutti. Anche con i dirigenti del movimento fondamenta-lista, che non hanno contatti con esponenti statunitensi.
In Siria, Carter ha visto il presidente Bashar Assad e poi Meshal, negli uffici dell'organizzazione. Seduto con loro, anche Moussa Abu Marzouk, vice del capo palestinese che vive a Damasco. Tutt'e due sono «terroristi globali» per la Casa Bianca e il Dipartimento di Stato aveva sconsigliato l'incontro. Nel colloquio, avrebbero discusso di un cessate il fuoco con Israele e dello scambio di prigionieri per la liberazione di Gilad Shalit, il caporale rapito quasi due anni fa.
Quando è passato da Gerusalemme, il premier Ehud Olmert e suoi ministri più importanti non hanno voluto ricevere Carter, che tra il 1978 e il 1979 ha mediato gli accordi di pace tra Israele e l'Egitto. «Mi dicono che consideri la nostra amicizia compromessa — ha commentato Olmert al quotidiano Yedioth Ahronoth
—. Non c'è niente di personale. Non voglio che Hamas venga legittimata, che si crei l'immagine di negoziati tra noi e loro». Solo il ministro Eli Yishai, del partito religioso Shas, ha affidato all'ex presidente, 84 anni, un messaggio per Meshal: è pronto a incontrarlo e trattare il rilascio di Shalit. Carter aveva già visto Mahmoud Zahar e Said Siam, due tra i capi più oltranzisti di Hamas. Al Cairo, perché lo Stato ebraico gli ha negato il permesso di entrare a Gaza. Davanti a migliaia di sostenitori nella Striscia, Mushir Masri ha esaltato la missione: «Conferma il fallimento della strategia europea e americana di ignorarci. È la prova che non siamo un gruppo terroristico, ma un movimento di liberazione nazionale ».
Il viaggio è stato criticato negli Stati Uniti. «I contatti tra i nemici possono essere utili — scrive il Washington Post —. Israele è famosa per tali negoziati e anche ora è impegnata in colloqui dietro le quinte con Hamas. Una cosa è comunicare in modo pragmatico e un'altra garantire un riconoscimento ufficiale e incondizionato a un movimento che invoca il terrorismo e la distruzione di un altro Stato». «Quando da bambino gli raccontavano le favole, Carter ha ascoltato "Aladino e la lampada magica", si è addormentato durante "Alì Baba e i quaranta ladroni"», commenta un lettore al Wall Street Journal.
Davide Frattini Faccia a faccia Jimmy Carter, a sinistra, si è incontrato con il leader di Hamas, Khaled Meshal, qui sopra


 
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