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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Foglio - L'Unità Rassegna Stampa
20.03.2008 Con Israele, senza ambiguità
l'esemplare posizione di Angela Merkel, a confronto con alcune "comode" omissioni

Testata:Il Foglio - L'Unità
Autore: la redazione
Titolo: «L'impegno tedesco per Israele»
Da Il FOGLIO del 20 marzo 2008

Le polemiche della vigilia, la contestazione per il fatto che la rappresentante del governo di Berlino parlasse in tedesco alla Knesset sono state spazzate via dal fermo discorso che Angela Merkel ha pronunciato. Oltre a ripetere la vergogna della Germania per le inaudite sofferenze inflitte al popolo ebraico, il cancelliere tedesco ne ha tratto importanti conseguenze politiche affermata con chiarezza non inficiata da preoccupazioni diplomatiche. Hamas è un’organizzazione terroristica, "gli attacchi terroristici sono crimini", il programma nucleare iraniano e le continue minacce di Teheran a Israele "costituiscono un pericolo per la pace e la sicurezza", quindi è indispensabile impedire che l’Iran entri in possesso di ordigni atomici. In questo modo concreto Angela Merkel interpreta "la responsabilità storica della Germania per la sicurezza di Israele", che riallaccia agli impegni presi dai suoi predecessori e che vuole esplicitamente ribadire nella sua funzione di cancelliere, aggiungendo che "queste all’atto pratico non devono rimanere parole vuote". In una fase nella quale dall’Europa arrivano consigli sconclusionati, come quello di trattare con Hamas, e la continuità dell’impegno americano appare condizionata dall’andamento della campagna elettorale, mentre a Parigi come a Milano si contesta persino la cultura israeliana, la fermezza di Angela Merkel aiuta a fugare i timori di isolamento che assalgono la società israeliana. In particolare l’interpretazione che il cancelliere ha dato del progetto euromediterraneo come di uno strumento per rafforzare i legami dell’Unione europea con Israele rassicura contro i timori di un rapporto privilegiato con i paesi arabi maghrebini. Se la Germania considera la sicurezza di Israele il suo più sacro debito di coscienza, l’Europa non potrà intraprendere strade diverse, come fanno temere le tante scelte demagogiche e filo-arabe del Parlamento di Strasburgo. Forse non è una novità, ma averlo ribadito ora e così solennemente peserà e come.

A questo esemplare articolo del FOGLIO, ci sembra si possa contrapporre la scelta strumentale dell'UNITA' che sotto la testata pubblica le parole di Merkel sulla Shoa, omettendo ogni riferimento a Iran e Hamas

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