Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Sequestrato e torturato nella banlieue, in quanto ebreo ed omosessuale una cronaca e un'omissione
Testata: Corriere della Sera Data: 06 marzo 2008 Pagina: 19 Autore: Monica R. Sargentini Titolo: «Ragazzo ebreo torturato nella banlieue»
Un ebreo francese di 19 anni è stato sequestrato e torturato a Bagneux, nella banlieue parigina, in quanto ebreo e in quanto omossessuale. Una vicenda che riporta alla memoria quella di Ilan Halimi, sequestrato, torturato e ucciso nel 2006. Anche in quel caso perché ebreo
Ecco il testo della cronaca del CORRIERE della SERA:
Torturato, insultato, umiliato. Se l'è vista brutta, qualche settimana fa, un giovane ebreo francese rapito per nove ore da una banda di balordi a Bagneux, nella disastrata banlieue parigina, circoscrizione di Hauts la Seine. La stessa città dove due anni fa trovò la morte Ilan Halimi, 23 anni, anche lui ebreo, sequestrato per tre settimane e torturato fino alla morte dalla cosiddetta «banda dei barbari», capitanata da Youssouf Fofana. Lo scorso 13 febbraio i cittadini si erano ritrovati insieme per commemorare il secondo anniversario della sua morte. E ora l'incubo dell'antisemitismo si riaffaccia. L'amministrazione comunale è cauta e invita a non mettere a confronto i due casi. Ma le analogie sono tante. Come due anni fa, il ragazzo è stato attirato in una trappola e sottoposto a sevizie. Sono le dieci di mattina del 22 febbraio quando il giovane incrocia per la strada due dei suoi aggressori. Li conosce, si fida. Li segue a casa di un loro amico. Ma la situazione degenera rapidamente. Il ragazzo viene accusato di furto. Lui nega con forza. Lo picchiano, lo ammanettano e lo portano in un box dove infieriscono su di lui per nove ore. Gli scrivono sul volto «sporco ebreo» e «sporca checca», lo costringono a ingoiare cicche di sigaretta e a succhiare un preservativo infilato su un bastone. Alle 19,30 il malcapitato viene liberato, si presenta a casa tutto insanguinato e viene ricoverato in stato di choc. Scatta la denuncia. Gli aggressori vengono fermati. Sono sei giovani tra i 17 e i 25 anni, sbandati come tanti altri. Tre di loro sono disoccupati, solo uno ha precedenti penali per violenza. La confessione sarebbe già agli atti. «Gli accusati hanno confermato più o meno l'insieme dei fatti — ha detto a Le Monde Clarisse Grillon, segretaria generale del tribunale di Nanterre —. I sei ragazzi sono accusati di violenza di gruppo per motivi di religione e di orientamento sessuale. Di sequestro, atti di tortura e barbarie». Ma, secondo gli investigatori, non saremmo di fronte a una banda «organizzata alla Fofana», come si chiama il capo del gruppo che uccise Halimi. È probabile che si tratti di banali imitatori. Gli aggressori, rivela il giornale Le Parisien, avrebbero fatto più volte il nome di Fofana mentre torturavano il ragazzo ebreo. E questo non può essere un caso. Un duro colpo per Bagneux. «Scioccata e indignata » la sindaca comunista della città Marie-Hélène Amiable ha invitato i cittadini «a riaffermare ogni giorno i nostri valori di solidarietà, tolleranza, rispetto delle differenze, di lotta contro tutte le forme di discriminazione, contro il razzismo, l'antisemitismo e la xenofobia». La comunità ebraica è in allarme e «invita a non abbassare la guardia». Nonostante gli atti di antisemitismo siano calati del 30% nel 2007, il clima di degrado e violenza delle periferie è sempre un terreno fertile per odi e pregiudizi. In alcuni quartieri delle banlieue la comunità ebraica, minoritaria rispetto alla maggioranza di immigrati di origine maghrebina e africana, viene presa facilmente di mira sia come rivalsa nei confronti della società bianca più fortunata ma anche come riflesso dell'eterna guerra tra israeliani e palestinesi.
La notizia, riportata anche da REPUBBLICA, SOLE 24 ORE, L'UNITA', incredibilmente non compare sulla STAMPA. Forse è stata ritenuta di poco conto ? Invitiamo i nostri lettori a scrivere al quotidiano torinese chiedendo conto di questa omissione e segnalando la notizia, affinchè sia adeguatamente trattata.
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